In ginocchio, la cronaca di Roberto Taglieri (Lazio.net)
di Roberto Taglieri
La partita che non devi sbagliare, quella da cui non si può mai uscire sconfitti. Così la Lazio, dopo il punto prezioso di Torino, per la gara col Catania mette in mostra i suoi nuovi acquisti. Oltre a Floccari, finalmente pronto per giocare dopo l’exploit a suon di reti dell’esordio, si vedono in campo alla prima assoluta Biava, Dias ed Hitzlsperger, gettati subito nella mischia dal tecnico Ballardini. Formazione rivoluzionata quindi, per un modulo che cambia di nuovo: ora sono in quattro dietro, stavolta con Lichtsteiner relegato addirittura in tribuna. Nel Catania c’è Sinisa che torna a Roma a sfidare il suo passato, ma fa altrettanto Dario Marcolin, suo secondo, che per ironia della sorte siede in panchina per la squalifica del tecnico Mihajlovic. Il Catania senza Ledesma, Plasmati e Martinez, schiera Maxi Lopeez e Llama in attacco. E’ lontano quel Lazio Catania del 1983 con lo stadio stracolmo, quando i biancocelesti si giocavano la serie A; stavolta il pubblico non è vicino alla Lazio, nonostante l’importanza della gara. Un po’ meno di 30.000 all’Olimpico al fischio di Gava, con i biancazzurri che partono bene. Al 3’ su assist di Zarate Mauri s’incunea nella difesa siciliana e cerca l’esterno che finisce in angolo. Al 15’ è tambureggiante la Lazio, con tiri ripetuti di Mauri , Kolarov e Baronio che non hanno purtroppo esito. Altrettanto poi avviene con un bel tiro tagliato di Zarate, che da posizione difficile direttamente su punizione impegna Andujar con una respinta a pugni uniti. Poi la Lazio perde di lucidità ma gli avversari non riescono a prendere in mano la partita, che diminuisce d’intensità dopo un ottimo avvio. Il primo intervento importante di Muslera avviene al 26’ su traversone di Llama da destra, respinto bene dall’estremo biancoceleste. Mauri dopo la mezz’ora si libera al tiro che sfiora il palo e dopo sbaglia una deviazione da distanza ravvicinata, poco prima del palo di Zarate, che riesce a calciare con precisione al 40’ ma sfortunatamente il pallone si stampa sul legno alla destra di Andujar battuto. Dopo il the caldo nel Catania esce Carboni per Ricchiuti: subito Llama si mangia una rete davanti a Muslera, schiacciando male di testa e mettendo out. Ma al 62’ arriva il patatrac: Mascara dalla destra liberissimo mette al centro per Maxi Lopez, che anticipa un pur bravo Dias e mette alle spalle di Muslera. Rocchi rileva subito Hitzlsperger, mentre dagli spalti sale alta la contestazione contro Ballardini e Lotito. Esce anche Firmani per Diakitè, poi Mauri per Cruz, ma la Lazio non combina più niente, solo un paio di tiri di Kolarov, che all’83’ ed all’85’impegna il portiere catanese e verso il termine una conclusione stoppata di Zarate. Fine dei giochi e nona sconfitta per la squadra capitolina. Un ruolino di marcia imbarazzante: le figuracce proseguono, nonostante i nuovi acquisti. E’ infatti una Lazio vecchia; lo spirito sembrava diverso dopo il primo quarto d’ora, pareva ci fosse più corsa, animo e voglia di fare. Poi è tornata la Lazio di sempre, quella che negli ultimi tempi fa delle prestazioni opache la sua filosofia di vita. L’entusiasmo di vedere i nuovi giocatori si è smorzato subito dopo l’ennesimo risultato negativo, che mette la Lazio in una condizione di classifica allucinante. Scavalcati anche dal Catania, con l’Udinese che deve recuperare una partita, la formazione biancazzurra vede dietro l’angolo i fantasmi della serie B. Se il Campionato finisse stasera la Lazio sarebbe retrocessa: in queste condizioni qualsiasi altra squadra avrebbe sostituito questo allenatore già molto tempo fa, ma Lotito non ha evidentemente coraggio di mettere alla porta il tecnico ravennate, anche solo per cercare di dare una scrollata ad un ambiente ridotto a pezzi. Ballardini continua a dire che la rosa è all’altezza, che la Lazio si salverà, che i segnali sono incoraggianti, ma intanto per scelta tecnica mette via ancora una volta Lichtsteiner, distruggendolo completamente e continuando a non dare alcun gioco alla squadra, come dichiarato apertamente da Matuzalem nei giorni scorsi. La disperazione e la rassegnazione sono gli stati d’animo che si diffondono nei supporters laziali, ormai talmente annichiliti da non riuscire nemmeno a contestare con vigore. Per questa Lazio che sta letteralmente implodendo le ultime chances sono solo quelle di cambiare allenatore e reintegrare immediatamente Ledesma, altrimenti sarà la fine.
LAZIO CATANIA 0 – 1 62’ Lopez
LAZIO: Muslera, Biava, Dias, Radu, Kolarov, Baronio, Firmani (70’ Diakitè), Hitzlsperger (64’ Rocchi), Mauri (76’ Cruz), Zarate, Floccari.
All: Ballardini
CATANIA: Andujar, Capuano, Alvarez, Silvestre, Spolli, Carboni (46’ Ricchiuti), Mascara (84’ Morimoto), Izco, Biagianti, Llama, Lopez (77’ Terlizzi).
All. Mihajlovic
Arbitro Gava