GB: nuova caduta per Gazza, esistenza in bilico (Ansa)

(di Lorenzo Amuso).

(ANSA) - LONDRA, 8 FEB - Botte e alcol, depressione e cocaina, una spirale senza fine negli abissi di un’esistenza di disperato autolesionismo: nuovo arresto per Paul Gascoigne, costretto a trascorrere una notte in cella dopo essere stato fermato ubriaco alla guida della sua vettura.
Solo l’ultima disavventura di un catalogo, lungo e desolante, di eccessi e trasgressioni che hanno riempito la sua vita dal giorno dell’addio al calcio. Non c’e’ pace, non c’e’ recupero per l’irrequieto Gazza. Neppure i tre ricoveri in ospedali psichiatrici, le lunghe settimane nei centri di disintossicazioni, o la tragica fine di un altro maledetto del pallone, George Best, sembrano poter salvare l’ex campione inglese. Non fa a tempo a rialzarsi che e’ gia’ di nuovo a terra. Ancora una volta, l’ennesima.
Solo a novembre aveva giurato di aver smesso con la bottiglia. ”Da quattro mesi non tocco un goccio”, aveva dichiarato orgoglioso in televisione. La speranza dei suoi tifosi, ancora numerosi, era accompagnata all’incredulita’ di chi ne conosce bene demoni e fragilita’. E infatti, qualche settimana dopo, era nuovamente nei guai. Puntuale come un appuntamento con il destino. Fermato per aggressione in un pub di Newcastle. Una violenza corroborata da un mix di alcol e psicofarmaci.
Nella notte di domenica il nuovo arresto, nell’area di servizio di Leeming Bar, North Yorkshire. Aveva trascorso la domenica a pescare, facendo il pieno con birra e whisky. Inevitabile il ritiro della patente cosi’ come la promessa di una nuova terapia di disintossicazione.
Geniale in campo come imprevedibile fuori, nei suoi tre anni italiani con la maglia della Lazio Gascoigne segna solo sei gol ma entra comunque nei cuori dei tifosi. Dopo il ritorno in Premier, e gli Europei 1996 (apice della sua carriera), inizia il mesto declino. Chiude col calcio dopo due parentesi sfortunate in Cina e negli Stati Uniti. Ma la sua vita spericolata allora e’ gia’ cominciata. Quando ottiene il divorzio, la moglie Sheryl Failes racconta di frequenti maltrattamenti e nottate a base di lattine di birra e strisce di coca.
Nel 2007 si aggravano le sue condizioni di salute e viene operato d’urgenza allo stomaco per un’ulcera perforante. Dodici mesi piu’ tardi il primo ricorevo in un’ospedale psichiatrico. Gazza entra ed esce da centri specialistici per le malattie mentali ma con altrettanta assiduita’ continua a frequentare pub e bar. Ormai affetto da manie depressive, il 5 maggio 2008 tenta addirittura il suicidio. Pochi mesi piu’ tardi viene cacciato da un concerto degli Iron Maiden perche’ ubriaco. Per giorni fa perdere le sue tracce, nessuno riesce a trovarlo. Si teme il peggio. Stesso esito dopo l’ennesimo ricovero a dicembre: dimesso per trascorrere il Natale in famiglia, ci mette tre giorni per ripresentarsi a casa, ubriaco. Alcuni pub hanno promosso una campagna per ‘’salvare Gazza”, rifiutando di servirgli da bere. Una soluzione drastica non meno che disperata mentre la corsa di Gascoigne verso l’autodistruzione procede inarrestabile.