Allo sbando, le Pagelliadi di Francesco Troncarelli (Lazio.net)

di Francesco Troncarelli

Lazio-Catania 0-1

5+ a Mauro Mazza Matias Almeyda Mandrake Zarate (olè!)
C’era una volta il Fenomeno che faceva faville in campo. Poi è arrivato l’algido, presuntuoso e “uomo d’onore” Ballardini, e sono finiti i giochi. In tutti i sensi. L’Et biancazzurro grazie alla sue cure è diventato un uomo qualunque e la Mitica è stata trasformata in una squadra allo sbando, alla merce dell’avversario di turno. E anche contro i modesti ma ben messi in campo catanesi, la triste storia si è ripetuta. Nonostante gli spunti del Monello della Pampa. Ballardini guarda che hai fatto. Cera una volta la Lazio, ora non c’è più.

5+ a Romoletto Faticoni FIRMANI
La grinta e la disperazione. La voglia di spaccare il mondo e la consapevolezza dei propri limiti. L’ultimo dei mohicani col DNA biancoceleste si danna l’anima in mezzo al campo, ma ovviamente, non è il giocatore che può cambiare il corso della partita. Almeno ci prova e soffre. E sarà l’unico comunque che tornando a casa, ci starà ancora a pensare come un tifoso qualsiasi.

5 a Biava come lava
Dei tre “gioielli” moralizzati e dai solidi principi scodellati da Lotito all’ultimo minuto, è sembrato quello più in palla. Ma è magra consolazione, perché non è riuscito a influire più di tanto come esterno di fascia, nel modulo (si fa per dire…) allestito dal Napoleone della panchina biancoceleste.

5 a Anticoli Corradu
Non serve essere il più tosto e tonico nella difesa quando tutto (sorte, rimpalli, mister) rema contro e si perde. E così al romeno più laziale di tutti capita che continuino a saltare i nervi (già segnalato nelle partite precedenti), con conseguente ammonizione di contorno. Prima che finisca squalificato, sarebbe opportuno seguire i consigli di quel saggio di Frate Indovino: quando siete nervosi, una bella tazza di camomilla e passerà tutto. Magari più che una tazza, na bella flebo.

5 a “Bentornato Picchiatello” con Jerry Lewis-Muslera
Questa volta non è riuscito nell’impossibile, ovvero salvare il risultato. Anzi a dirla tutta, è andato molto sotto il suo livello abituale. Perché dei due tiri che gli hanno fatto, uno l’ha preso, l’altro no. Se si aggiunge che a un certo punto è uscito per farfalle, il quadro è completo. Un mezzo tracollo. Tipo quello di Chiambretti da quando è sbarcato a Italia Uno.

5- a Coca Kolarov
Mediano col freno a mano tirato. Si è perso nelle alchimie tattiche elaborate dal “tecnico”. Talmente perso, che quando ha avuto sui piedi la palla buona per buttarla dentro, si è messa a cercarla come Pollicino. Che tristezza.

5- In nome di Dias
Quel patatrac sull’affondo di Maxi Lopez, l’ha segnato nel giorno del debutto. Nonostante e paradossalmente, ce l’abbia messa tutta. Come Pupo ai Raccomandati.

5- a Bum Bum Floccari
Due, tre movimenti giusti nella prima parte della partita, quando sembrava che la musica fosse cambiata. Ma, inguaribili ottimisti, avevamo fatto i conti senza l’oste Ballardo, e la musica è rimasta la stessa. Quella funebre.

5- - a bello Mauri! (eccetera)
E’ incredibile come le palle buone capitino tutte a lui. Manco fosse una schedina di Simon Ventura. Ma lui col tiro in porta, ha dei problemi da sempre e il miracolo di Torino, non si ripete. Mica siamo a Medjugorie dove c’è l’appuntamento fisso. E così il belloccio per antonomasia della squadra dopo tre tentativi iniziali sfumati nel nulla, rientra nei ranghi della stanchezza e non cammina più, si siede direttamente fino alla sostituzione. Amen.

4 e mezzo a Sturmtruppen
L’avevano annunciato come il Martello. Come no, di plastica, quello di carnevale, che quando lo sbatti in testa a qualcuno, fischia per l’aria compressa che esce dal manico. Il tetesko di Cermania infatti è apparso il più spaesato di tutti, molto arruffone, poco concreto e spesso in ritardo. E pensare che c’avevamo già Manfredini…

3 a Via Cesare Baronio, 33 00178 ROMA
Ancora ne dobbiamo parlare? Purtroppo sì, perché lui non a caso, è il regista della squadra attualmente terz’ultima in classifica nel campionato di serie A. Il regista di un fallimento che, a onor del vero, ha responsabilità tecniche e societarie che non gli appartengono. Il clone di Ron e anche un po’ dell’ex padovano Lalas (lo ricordate?), in effetti, neanche si rende conto della sua mediocrità. Come Carlo Conti. Lui cerca di illuminare il gioco con il ticchette-tacchette, prego-scusi-posso? e tutte le buone maniere possibili e immaginabili che ormai non funzionano più neanche nel salotto di Marta Marzotto, figurarsi nel corso di una partita dove devi mettere l’elmetto in testa e il coltello fra i denti per conquistare almeno un punto. Riserva di Dabo, quando Dabo era Dabo ed era a sua volta riserva di Liverani. E ho detto tutto.