Lotito parla della tentata scalata. “Rivendico mia battaglia” (Ansa)
«Il calcio offre molte opportunità per coloro che illecitamente vogliono gestire una società. È
un’attività che si presta alla possibilità di avere comportamenti non corretti, ma molto dipende dall’imprenditore o dal proprietario, dalla sua gestione, dalla sua moralità». A parlare è il presidente della Lazio, Claudio Lotito, che lo scorso anno è stato al centro suo malgrado di un tentativo di
scalata per l’acquisto della società biancoceleste poi rivelatasi mossa dal clan dei Casalesi, in cui venne coinvolto anche l’ex bandiera Giorgio Chianglia. E che ora rivendica la sua «battaglia per la legalità, a volte sottovalutata», di fronte al rapporto dell’Ocse che mette in guardia sul rischio di infiltrazioni criminali nel calcio.
Proprio quel tentativo di acquisto della Lazio, finito poi con un intervento della Procura, ha trovato spazio all’interno del rapporto Ocse «Riciclaggio del denaro attraverso il settore del calcio», redatto dalla Financial Action Task Force. La Lazio non viene mai nominata, ma il riferimento al «tentativo di riciclare il denaro sporco attraverso l’acquisto di un famoso club italiano» con denaro fornito da un’associazione criminale operante in Italia centrale, sembra proprio chiamare in causa Lotito e la sua società.
Quando all’epoca ho espresso la volontà di conoscere i diretti interessati e la provenienza dei capitali per l’acquisto della Lazio non l’ho fatto per caso - ha spiegato il presidente del club biancoceleste -. Nel mio caso dissi che non avrei trattato con intermediari e infatti, quando si verificò l’episodio noto a tutti (il coinvolgimento di Chinaglia, ndr), chiesi subito di conoscere i diretti interessati e la provenienza dei capitali perchè il problema non è solo nell’acquisizione del club ma anche in quello che si determina dopo».
Secondo Lotito la gestione di un club deve essere trasparente, «deve rispettare le regole, non solo quelle dello sport». «Quando ho fatto questa battaglia di legalità e trasparenza sono stato sottovalutato - ha continuato il presidente della Lazio -, così come è stato sottovalutato il problema. Nonostante l’esperienza vissuta, poi, sto assistendo con stupore a un atteggiamento analogo ai danni di altri club». Per risolvere ogni tipo di problema, a parere di Lotito, basterebbe porre una semplice domanda: «Una persona che vuole investire determinate somme perchè non ci mette la faccia?
Quando ho deciso di acquistare la Lazio io sono uscito allo scoperto, assumendomi la responsabilità non solo economica e patrimoniale del club ma anche quella morale, perchè le squadre coltivano anche sentimenti e passioni che devono essere tutelati».
«Il calcio sicuramente offre molte opportunità per coloro che illecitamente vogliono gestire una società - ha poi aggiunto - in quanto si ha la possibilità di interloquire con mondi finanziari nazionali e non. La mia lotta è invece per la trasparenza nei bilanci, nei pagamenti, che non devono essere
mai in contanti, ma effettuati attraverso movimenti bancari che determinano poi la tracciabilità del denaro, che è la cosa più importante».