È Zarate quel 9 tutto dribbling e tanta fantasia (Gazzetta dello sport)

DAVIDE STOPPINI - L’ha fatto bene, eccome se lo sa fare. Tre giorni di scuola sono bastati a Mauro Matias Zarate per imparare a fare l’esterno nel tridente d’attacco. Lì a sinistra è stato una disgrazia per l’Al Hilal e un gioiello per la Lazio, sotto la tempesta di pioggia che si è abbattuta su Auronzo.

Che giocate Pandev a destra, Mendicino in mezzo e l’argentino di Haedo lì a sinistra: così ha scelto Rossi, così ha convinto il giocatore. Tanto che, a un certo punto, un dirigente del Gaziantepspor seduto nella tribunetta allestita per la stampa, si è girato chiedendo chi fosse quel numero 9 tutto dribbling e fantasia. Forse troppi dribbling, come gli rimprovera spesso Delio Rossi, però che spettacolo per gli occhi. In campo ha ballato la «cumbia» (danza colombiana) e corso come una Lamborghini, le sue due grandi passioni oltre al calcio. Su angolo, al 6′, ha visto Ledesma smarcato al limite dell’area e l’ha servito al bacio, poi ci ha pensato il connazionale a firmare un eurogol. Otto minuti più tardi, ha provato a mandare in gol anche Pandev, con una giocata d’autore, ma il portiere dell’Al Hilal ha detto no. Idem nel secondo mini-tempo: all’11′ ha preso palla sulla linea laterale poco dopo la metà campo, ha puntato due avversari, se n’è andato in tunnel, poi appena entrato in area ha visto libero sul secondo palo Mauri, che però di testa non è riuscito a fare il secondo gol. Applausi, comunque, tanti. La gente laziale ha già scelto il suo beniamino.

Esperimenti Insomma, la prova è riuscita. La caratteristiche fisiche e tecniche dell’argentino hanno convinto Rossi a utilizzarlo da esterno. In attesa del ritorno di Rocchi, un buon modo per preparare il tridente pesante. E il tecnico riproporrà l’esperimento anche nelle prossime amichevoli, che si annunciano decisive per capire di che pasta è la nuova Lazio. Non solo Zarate, però. Ieri il tecnico ha messo in campo due Lazio diverse, ma in entrambe le partite ha scelto la difesa a quattro. Su questa linea continuerà la Lazio: di difesa a tre si tornerà a parlare, semmai sarà, quando torneranno dall’Olimpiade De Silvestri e Kolarov. Intanto, si torna all’antico. Ed è un bel tornare.

Il programma Il triangolare di ieri ha chiuso il ritiro di Auronzo. Rossi ha concesso tre giorni liberi. Si riprende domenica a Formello. Ci sarà pure l’attaccante ceco Kozak. E forse pure Foggia e Cribari, visitati ieri mattina alla Paideia. Gli esami hanno evidenziato un affaticamento muscolare alla coscia sinistra per l’esterno napoletano. Cribari è invece alle prese con un’infiammazione all’apparato vascolare del polpaccio della gamba destra e proprio domenica farà un nuovo controllo. La prima parte del ritiro è dunque alle spalle. Ora si lavorerà sulla velocità. E Zarate è già avanti.