Lotito: Con Pandev e Rossi c’è fiducia reciproca e resteranno (Il Messaggero.it)
ROMA (26 luglio) - Una panoramica a 360 gradi sul mondo Lazio, partendo dalle attese per la prossima stagione fino alla vicenda legata all’addio di Behrami, passando per i rinnovi contrattuali di Ledesma e Pandev.
Lotito spiega la Lazio del futuro. Il presidente biancoceleste Claudio Lotito, giunto nel ritiro di Auronzo di Cadore, ha affrontato ai microfoni di Radio Radio gli argomenti di maggiore interesse legati al club capitolino. Sul campionato che prenderà il via a fine agosto e che ieri ha svelato il calendario, Lotito ha dichiarato di essere abituato a misurarsi sui fatti. «Non faccio previsioni - ha detto - perché ci sono tanti fattori che concorrono al raggiungimento degli obiettivi, che sono imponderabili e che non dipendono solo dalle potenzialità tecniche della squadra. Bisogna vedere se abbiamo allestito una squadra coesa e volta ad ottenere obiettivi importanti, un aspetto questo che, secondo me, vale un 25 per cento possibilità di ottenere risultati importanti».
I contratti di Ledesma e Pandev. Risultati che dovranno arrivare anche grazie alle giocate di calciatori come Ledesma e Pandev, due big che potrebbero sfruttare il prossimo anno l’art.17 della Fifa in caso di mancato rinnovo contrattuale: «Ma nessuno è preoccupato - ha sottolineato il patron biancoceleste -. Pandev ha un contratto a lungo termine, c’è già un accordo con il giocatore che sa che ha tutta la stima da parte della società e il club farà il suo massimo per dimostrare questa stima». Chi sicuramente andrà in scadenza è il tecnico Delio Rossi: «Nel codice civile esistono anche i contratti non scritti, quel che conta è il rapporto tra le persone e quello nostro è corretto e autentico» ha però spiegato Lotito.
Il ritiro. Sulla scelta di dividere il ritiro, Lotito è stato chiaro: «Abbiamo fatto una scelta per motivi tecnici e organizzativi, alcuni giocatori si allenano a Roma, ed altri ad Auronzo anche perché non c’erano i posti per alloggiare tutti, ma soprattutto perché l’allenatore non poteva certo seguire 40 elementi». «Non vogliamo ghettizzare e discriminare nessuno - ha precisato Lotito -, né creare buoni e cattivi: le nostre sono solo esigenze organizzative. I giocatori che sono rimasti a Roma sono seguiti da un allenatore in seconda, dai medici, dai massaggiatori. Non c’è nessun caso».
Possibili ritocchi alla rosa. Con ancora un mese e più di calciomercato da dover affrontare, il presidente laziale non ha escluso ulteriori colpi in entrata: «Abbiamo creato l’ossatura fondamentale, ora dobbiamo cercare le soluzioni per quei giocatori che potrebbero non essere più titolari e accontentare le loro esigenze - ha ammesso Lotito -, quindi vedere se sarà il caso di fare alcuni ritocchi, seguendo la logica dei soliti tre parametri: potenzialità atletiche-agonistiche, moralità e compatibilità economica-finanziaria. Il mercato della Lazio è sempre aperto».
A proposito di Behrami. E, proprio in riferimento al mercato, Lotito ha concluso il suo intervento tornando sulla vicenda che ha caratterizzato il trasferimento in Inghilterra di Valon Behrami: «Lui non ha usufruito dell’art.17 perchè non c’era nessuna società disponibile a prenderlo senza dialogare con la Lazio - ha tenuto a precisare il numero uno della Lazio - , la stessa cosa l’abbiamo fatta noi con Lichtsteiner. Abbiamo intavolato una trattativa con il club d’origine (il Lilla, n.d.r.) perché non ci sembrava corretto avvalerci dell’art.17. I comportamenti sono la cartina di tornasole del club. Behrami non ha rinunciato all’articolo della Fifa per amore della Lazio ma per amore del portafoglio, il West Ham l’ha preso solo dopo aver trattato con la Lazio, è stato un vantaggio per tutti, per noi, per la società inglese e per il giocatore che comunque qui non sarebbe mai rimasto perché non lo ritenevamo più adatto al nostro progetto».