Radu, tre cime da scalare con traguardo la Lazio (Gazzetta dello sport)
DAVIDE STOPPINI - C’è chi va in macchina (difesa a quattro) e chi in bicicletta (difesa a tre). La Lazio sta scegliendo la seconda, parola di Siviglia. Solo che c’è chi in auto andava alla grande. Stefan Radu, per dire, era una sicurezza, forse il migliore del reparto. Ora sta dietro, nelle gerarchie del ritiro. Con i «pedali» deve riconquistare il posto. E oggi alle 18, contro il Padova (allenato dal fratello dell’ex ds Sabatini), c’è la prima tappa a disposizione.
Il cambio A due settimane dall’inizio del ritiro, Rossi ha lasciato capire che il trio di difesa fa rima con Siviglia-Rozehnal-Cribari. Se il campionato iniziasse domani, Radu non sarebbe titolare. Ed è una sorpresa, altro che. Il romeno è stata la rivelazione della seconda parte della scorsa stagione, forse una delle poche note positive, tanto che Lotito non ci ha pensato un attimo a riscattarlo dalla Dinamo Bucarest, sventando l’inserimento del Manchester United. Radu ha convinto tutti, giocando spesso da esterno sinistro nella difesa a quattro. Ma ora il modulo cambia, per dirla alla Rossi, «proprio per esaltare le caratteristiche di De Silvestri e Kolarov». Sulla fascia, quindi, difficilmente vedremo ancora Radu, che certo non è il giocatore di spinta ideale per una difesa a cinque. C’è posto solo al centro. E qui la concorrenza è tanta. Sul centro-sinistra, che poi è la zona ideale per Radu, finora Rossi ha dato carta bianca a Emilson Cribari. Oggi, però, contro il Padova, sarà diverso. Perché il brasiliano è fermo per un affaticamento muscolare al polpaccio della gamba destra: per lui solo palestra e fisioterapia. Oggi non giocherà: troppo alto il rischio di uno stiramento. E allora, spazio a Radu. Una chance da sfruttare, un’occasione per dimostrare che le ripetizioni di Rossi sono servite. Nella seduta pomeridiana di due giorni fa, il tecnico lo ha catechizzato sulla fase di impostazione, raccomandandogli di accelerare il gioco facendo un movimento in meno e facendo scorrere il pallone più velocemente.
Attesa E velocemente, Radu vorrebbe avere nella Lazio anche l’ex compagno della Dinamo, Cosmin Moti. Anche se il romeno, a un tifoso che gli chiedeva notizie, ha scosso un po’ il capo, quasi fosse scettico sul suo arrivo. Ma c’è anche chi, come Siviglia, mette in guardia: «Qualcun altro partirà e qualcuno arriverà. La competizione serve, certo, ma avere troppi giocatori nello stesso ruolo non è un bene, perché poi chi non gioca non può essere contento ». Parole sagge, dal più anziano del gruppo («No, non ditemi così»). Parole da capitano: «Ottimo che a dare la fascia sia il gruppo. Se la società ha deciso così, noi siamo d’accordo. Forse, però, bisognava farlo prima. Comunque, quest’anno si respira un’aria diversa: dobbiamo e vogliamo fare bene. I nuovi sono tutti innesti di qualità: il nostro obiettivo dev’essere l’Uefa. La difesa a tre? Noi vogliamo imparare a usare sia la macchina sia la bicicletta. Stiamo provando delle alternative. Di sicuro, la difesa a quattro in passato ci ha dato parecchie soddisfazioni, non è detto che si vada avanti con il modulo a tre». Forse, lo spera anche Radu.