«Chinaglia conosceva i camorristi del clan» (Il Messaggero)

ROMA - Chinaglia sapeva tutto. O meglio, era consapevole della natura criminale che avrebbe portato alla scalata della Lazio. E il gruppo capeggiato da Giuseppe Diana, l’uomo dei Casalesi, con cui era in contatto proprio l’ex bomber biancoceleste, con l’obiettivo di rilevare la maggioranza della società laziale «ha da almeno un decennio lo specifico fine di riciclare denaro sporco con estrema disinvoltura». È questo uno dei passaggi chiave dell’ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dal gip di Roma Guglielmo Muntoni nei confronti delle dieci persone coinvolte nella vicenda. Secondo la ricostruzione degli inquirenti, oltre alla Lazio, i tentativi di riciclare denaro sporco condotti da Diana e dal suo gruppo, Chinaglia incluso, avrebbero coinvolto anche altre società di calcio, tra cui la Triestina, il Civitavecchia e il Marsala. Una cosa, questa, che getta ancora più ombre sull’intera vicenda e soprattutto sulla storia di Chinaglia che, infatti, già in passato aveva tentato di rientrare più volte nel mondo del calcio. Lo sanno bene i tifosi del Civitavecchia che nel non tanto lontano 2004 nel giro di poche ore attesero l’arrivo di Long John per poi vederlo andare via per chissà quale motivo.
Per quel che riguarda la storia relativa alla acquisizione della Lazio, secondo il Gip i dieci, «in concorso tra loro e senza concorrere nei delitti presupposti, ma agendo al fine di occultarne il profitto, compivano plurimi atti diretti in modo non equivoco ad ostacolare l’identificazione della provenienza delittuosa della provvista di denaro, riferibile in parte alle diverse famiglie del clan dei Casalesi e provento delle attività criminali dell’associazione mafiosa». In tutto 21,7 milioni da riciclare nell’acquisto della società biancoceleste. Perdono così di valore le dichiarazioni di Long John che, proprio ieri, asseriva di «cadere dalle nuvole» e di «non sapere chi fossero questi personaggi». Già perché tra gli elementi a carico di Chinaglia, oltre ai passaggi di denaro sui suoi conti bancari (sull’ordinanza ci sono tutti i riferimenti numerici e i passaggi sui conti dei 700.000 euro che l’ex bomber avrebbe intascato per fare il portavoce fittizio del presunto gruppo interessato all’acquisto), c’è anche un’intercettazione nella quale l’ormai ex idolo dei tifosi, parlando al telefono con Di Cosimo, riferisce una telefonata avuta con Diana. Nello stesso documento vengono riportati in modo dettagliato, giorno per giorno, i movimenti di Chinaglia, Bellantonio e Di Cosimo. Sono loro tre che portavano avanti il discorso legato alla Lazio. In tutto e per tutto.

(fonte: Il Messaggero.it)