Lazio, camorra voleva acquistare club. Gip firma 10 arresti (Agi)

I Casalesi volevano comprare la SS Lazio con i soldi della camorra attraverso un giro di denaro che coinvolgeva, oltre all’Italia, l’Ungheria e la Svizzera. E’ la nuova ipotesi investigativa contenuta nell’ordinanza di custodia cautelare in carcere che il gip del tribunale di Roma Guglielmo Muntoni ha firmato su richiesta del pm Stefano Rocco Fava. Dieci le misure cautelari che il nucleo valutario della Guardia di Finanza sta eseguendo in queste ore, anche se tre riguardano cittadini residenti all’estero. Tra i destinatari dei provvedimenti restrittivi, accusati a seconda delle posizioni di riciclaggio con l’aggravante di aver agito con intimidazione mafiosa, figura di nuovo Giorgio Chinaglia, ex attaccante della Lazio, che gia’ due anni fa sfuggi’ all’arresto perche’ residente negli Stati Uniti e che da latitante e’ attualmente sotto processo assieme a quattro tifosi del gruppo ‘Irriducibili’ per aggiotaggio informativo e tentata estorsione ai danni del patron biancoceleste Claudio Lotito. In questo nuovo filone di indagine, Chinaglia, che nel 2006 usci’ allo scoperto definendosi rappresentante di un’azienda farmaceutica ungherese interessata a rilevare il pacchetto di maggioranza della Lazio, e’ sospettato di aver avuto precisa cognizione della provenienza illecita del denaro, circostanza che, invece, sarebbe stata totalmente ignorata dalla tifoseria laziale. Oltre a Chinaglia, le misure cautelari sono stati disposte nei confronti di altri stessi protagonisti di quella vicenda, a cominciare dall’uomo d’affari ungherese Slivas Zoltan, gia’ condannato dal gup a due anni e mezzo il primo ottobre del 2007 per aggiotaggio informatico e ostacolo alle funzioni di vigilanza della Consob. Il processo in corso davanti ai giudici della sesta sezione penale del tribunale di Roma, legato alla prima tranche dell’inchiesta del pm Fava, fa riferimento alle anomale oscillazioni in borsa del titolo della SS Lazio, dovute alle uscite pubbliche di Chinaglia nella veste di sponsor della Richter Gedeon Rt (che ha sempre smentito ogni interessamento al club biancoceleste) e alle pressioni e alle intimidazioni che il presidente Lotito e persone a lui vicine (dalla moglie ai piu’ stretti collaboratori) subirono dalla tifoseria piu’ accesa affinche’ venisse avviata una trattativa per la cessione delle quote. Oltre a Chinaglia, il dibattimento chiama in causa gli ultra’ Fabrizio Toffolo, Fabrizio Piscitelli, Yuri Alviti e Paolo Arcivieri e soggetti che, stando all’accusa, avrebbero sostenuto il progetto portato avanti dall’ex bomber biancoceleste: da Guido Carlo Di Cosimo a Giuseppe Bellantonio, da Bruno Errico a Fabio Di Marziantonio. L’ungherese Zoltan, anche lui come Chinaglia sfuggito all’arresto del 2006, ha preferito patteggiare davanti al gup. Nel nuovo filone di indagine, invece, la Guardia di Finanza, attraverso accertamenti bancari e intercettazioni telefoniche, ha puntato l’attenzione sul giro di denaro che sarebbe servito per acquistare la SS Lazio. I Casalesi avevano gia’ deciso di fare il salto di qualita’, rilevando il club che, dopo il fallimento del gruppo Cirio rappresentato dal patron Sergio Cragnotti, era alle prese con una situazione finanziaria abbastanza critica. Il sospetto dell’accusa e’ che gia’ nel 2004, piu’ o meno quando Claudio Lotito divenne il proprietario, la camorra si era attivata per acquistare la societa’ e gestirla con personaggi di sua fiducia.