Carrizo: “State tranquilli, niente gambeta. Almeno per ora” (Gazzetta dello sport)

STEFANO CIERI – Buongiorno Carrizo. Parliamo in spagnolo?
«No, in italiano, così faccio pratica. Iniziai a studiarlo un anno fa, poi non sono potuto arrivare».

Già. È ancora arrabbiato per quella storia?
«Più che altro dispiaciuto, ma mi ha fortificato».

Lo sa che nel suo Paese stanno indagando sulle cittadinanze italiane rilasciate ai giocatori.
«È venuto fuori pure il mio nome: ormai ci sono abituato… Ma sull’inchiesta non so nulla».

Come sono stati i primi giorni di Lazio?
«I compagni fanno a gara ad aiutarmi. Foggia è simpaticissimo. E Muslera è stato un signore a lasciarmi il numero uno».

A Valmontone i tifosi le gridavano «Paraje er cucchiaio ». Lo sa a chi si riferivano?
«Sì, a Totti. Grande giocatore. Ma qui ci sono tanti attaccanti temibili: dovrò fare del mio meglio».

Zarate può inserirsi tra questi?
«Ha un grande futuro, giocando qui crescerà».

Il discorso vale anche per lei?
«Sì e sono già concentrato. Tanto per cominciare niente gambeta, almeno all’inizio».

Obiettivi?
«Diventare titolare in Nazionale e giocare la Champions. Potevo farlo l’anno scorso, vorrà dire che la riconquisteremo quest’anno».

Quali sono i portieri che ammira di più?
«Buffon, Julio Cesar e Canizares. Il mio idolo da bambino era però Mondragon».

Nostalgia dell’Argentina?
«Più che altro della mia famiglia. Ma ad agosto avrò a Roma la mia donna (Bediana, ndr) e la nostra bimba (Delfina, ndr): non vedo l’ora».