Adesso o mai più: Meghni tocca a te (Gazzetta dello sport)
STEFANO CIERI – Il piccolo Zidane ha trovato casa. Una casa chiamata Lazio, che da rifugio temporaneo è diventata ora una dimora stabile. Tra nuovi arrivi, acquisti in sospeso, cessioni fatte e da fare, è passato quasi sotto silenzio il riscatto definitivo di Mourad Meghni. La sua prima annata romana non è stata esaltante. Ma la Lazio ha voluto scommettere ancora su di lui. Così ha prima rinnovato la comproprietà col Bologna, quindi — quando agli emiliani è stato ceduto Mudingayi — ecco che Lotito non ha esitato un attimo a inserire nell’affare il riscatto di Meghni.
Adesso o mai più Il talentino francese è dunque tutto della Lazio. Per una valutazione complessiva di oltre 4 milioni di euro: i 2,2 sborsati un anno fa per la prima metà e gli altri 2 «scalati » sul prezzo di Mudingayi quest’anno. Un’operazione dalle cifre importanti per una gestione come quella lotitiana dagli investimenti sempre oculati. Evidentemente su «Le petit Zizou» tecnici e dirigenti biancocelesti puntano forte. Lui, del resto, è uno di quei giocatori dal potenziale enorme, ma (almeno finora) inespresso. Che sia la volta buona? A scommettere su stesso è anche il diretto interessato. Il francese ha fatto di tutto nelle scorse settimane per convincere Rossi e Lotito a credere in lui. Convinto com’è che i guai fisici siano finalmente alle spalle e che la Lazio sia l’ambiente ideale per affermarsi.
Nuovo ruolo Ad Auronzo di Cadore si è presentato tirato a lucido e col morale alto. Dal Cadore, Kapfenberg sembra lontanissima. Lo scorso anno, nel ritiro austriaco, si bloccò praticamente al primo allenamento. Da allora iniziarono una serie di guai che gli consentirono di giocare solo a intermittenza. Quest’anno le premesse sono completamente diverse, anche perché la madre di tutte le sue magagne (la pubalgia) pare essere stata debellata. E allora vai Mourad. Lo pensa, e glielo grida in allenamento, lo stesso Delio Rossi. Che gli ha anche ritagliato un ruolo leggermente diverso dal passato. Il tecnico lo sta infatti utilizzando da interno sinistro del 3-5-2. Non più trequartista, dunque, ma centrocampista «vero», anche se con (ampia) licenza di appoggiare le punte e puntare la porta avversaria.
La concorrenza Il problema è che, in quello stesso ruolo, Mourad dovrà vincere la concorrenza di Mauri e anche dell’ultimo arrivato Matuzalem. E le cose non è che cambino molto con il modulo alternativo, il 3-4-3. Nel quale Meghni è impiegato da attaccante esterno. In questo caso viene meno la concorrenza di Matuzalem, ma c’è quella di Foggia (oltre che di Mauri). Un bel traffico, non c’è che dire. Ma Meghni è sicuro di essere salito sulla macchina giusta per sorpassare tutti.