Lazio legione straniera (Il Messaggero)
di GABRIELE DE BARI
AURONZO DI CADORE - Multinazionale Lazio. La nuova formazione di Rossi conta calciatori di 10 Paesi, che diventano 11 se consideriamo il neo dirigente Igli Tare, che spesso si allena con gli ex compagni. Squadra multietnica, dove primeggia la lingua spagnola, parlata da Muslera, Ledesma, Zarate e Carrizo che, non a caso, sono sempre insieme. Nella formazione iniziale, della prima partitella giocata in questo scorcio di ritiro, soltanto due erano i calciatori italiani schierati: Siviglia e Belleri. E ben 9 gli stranieri: una novità assoluta per la Lazio. Era dai tempi di Sergio Cragnotti che non si vedevano tanti stranieri in maglia biancoceleste anche se, fortunatamente, è ancora lontano il record dell’Inter, capace di mandare in campo 11 stranieri contemporaneamente in alcune gare di campionati recenti.
Vediamo nel dettaglio quali sono gli stranieri della Lazio, con i rispettivi Paesi rappresentati. Carrizo, Ledesma, Zarate (Argentina), Muslera (Uruguay), Cribari e l’ultimo acquisto Matuzalem (Brasile), Rozehnal (Repubblica Ceca), Radu (Romania) Kolarov (Serbia), Dabo, Diakitè, Meghni (Francia), Pandev (Macedonia), Lichtsteiner (Svizzera), Makinwa (Nigeria), senza contare Tare (Albania). In totale gli stranieri tesserati dalla società di Claudio Lotito sono 15. Un miscuglio di razze, lingue, abitudini, gusti, stili, differenze tattiche e modi di giocare, che si incontrano, si confrontano e cercano di integrarsi prima nello spogliatoio e quindi in campo.
Tante diversità non aiutano il lavoro dell’allenatore, ma Delio Rossi ormai si è calato nella parte con pazienza per fronteggiare le problematiche quotidiane con un gruppo così nutrito ed eterogeno. Ad ogni modo, nonostante tutto, riesce a farsi capire bene dai ragazzi, anche dagli ultimi arrivati che si applicano con abnegazione per seguirlo passo passo. Lo scorso anno il tecnico doveva sudare parecchio per spiegare le sue idee al giovane serbo Kolarov, che non parlava una parola d’italiano e che non conosceva niente del nostro calcio. A gennaio arrivarono due ragazzi dell’Est con altri problemi di lingua e di moduli di gioco: il ceco Rozehnal e il rumeno Radu. Le piccole difficoltà di comunicazione si possono riflettere anche nell’inserimento e nell’apprendimento a livello tattico, soprattutto in questi primi giorni di preparazione.
Quest’anno Rossi e l’ottimo preparatore dei portieri, Grigioni, devono sforzare parecchio per farsi capire da Zarate e Carrizo, anche loro a zero come italiano. In quest’ottica, però, è diventata importante anche la presenza di Ledesma che aiuta i tecnici nel difficile compito di spiegare tutto e bene ai giovani connazionali, che rappresentano due punti di forza della nuova squadra. Inoltre, Zarate ha promesso che imparerà in fretta l’italiano, anche per parlare con i tanti tifosi che già l’hanno adottato a nuovo beniamino e che tentano di dialogare con il fantasista argentino, che firma autografi e posa per le foto ricordo. Oggi è atteso ad Auronzo anche lo svizzero Lichtsteiner che, però, avendo giocato nel Lille, parla bene anche il francese e, in questo caso, toccherà a Dabo dare una mano al tecnico soprattutto nelle lezioni di tattica al quale l’esterno destro elvetico dovrà subito sottoporsi per integrarsi bene negli schemi della nuova Lazio.
(fonte: Il Messaggero.it)