E’ Carrizo la sorpresa di Auronzo (Lazionet Magazine)

di Gianluca La Penna

Se la Lazio cercava l’erede di Angelo Peruzzi, allora non poteva capitare in mani migliori di quelle di Juan Pablo Carrizo. L’ex portiere del River Plate qui ad Auronzo è già diventato un punto di riferimento dei compagni, ma è con i tifosi che si è subito stabilito un feeling particolare. Sorridente, stretta di mano – solida e decisa – per chiunque si avvicini, JP si muove già da padrone di casa, portando quel tocco di personalità della quale, soprattutto nell’ultima stagione, a Formello si erano perse le tracce. Pronto ad accogliere ogni suggerimento del preparatore Adalberto Grigioni, le sedute svolte con Muslera e Degrè già indicano un forte affiatamento tra i tre custodi biancocelesti. Tra un cross tagliato e un tiro ravvicinato, dopo un anno ricco di “distrazioni”, la porta biancoceleste sembra aver trovato finalmente un vero numero 1, in campo e fuori.

Juan Pablo, come procede l’ambientamento dopo la prima settimana di ritiro?
“I primi giorni è andato tutto bene, ho conosciuto i miei compagni e sono molto felice”.

I tuoi connazionali ti aiutano?
“Per me sono molto importanti, per la lingua e perché mi spiegano il mondo Lazio”.

Cosa hai capito di questo “universo”?
“I tifosi sono amabili e sostengono sempre la squadra. In campo cerchiamo di ricambiare l’amore che ci danno”.

Le differenze di preparazione con l’Argentina?
“A livello fisico no, c’è ne sono molte soprattutto a livello tecnico. Devo migliorare per aiutare la squadra, però sono tranquillo anche perché Grigio (lo chiama proprio così, ndr) è molto bravo”.

A Valmontone i tifosi ti cantavano “paraje er cucchiaio”, riferito al modo di tirare i rigori di Totti.
“E’ una loro canzone. Devo stare tranquillo, se dovesse capitare aspetterò il momento giusto guardando sempre la palla. Mi piacerebbe incontrare il capitano della Roma perché è un gran calciatore, ma io ho fiducia in me e nei miei compagni. Oltre a Totti ci sono altri giocatori importanti in Italia”.

Tra i tuoi nuovi colleghi c’è qualcuno che ti ha sorpreso e che non conoscevi?
“Sì. Pasquale Foggia. E’ un bravo ragazzo, soprattutto nello spogliatoio si fa sentire con la sua allegria”.

Insieme con Zarate vi aiutate per facilitare il vostro inserimento?
“Sì. Anche lui è molto sereno, bisogna aspettarlo. Io lo conosco, è un calciatore molto tecnico, rapido e agile, qui presto lo vedremo al massimo della forma”.

Che rapporto hai con i tuoi colleghi - Muslera e Degrè – e con il tecnico Delio Rossi?
“Con il mister ho parlato poco, credo che lui qui stia facendo un ottimo lavoro, come persona lo conosco poco. Passo molto tempo con Degrè e Muslera, in allenamento siamo sempre insieme e questo aiuta la confidenza tra noi”.

Si parla ancora di un arrivo di Fernandez: senti il tuo ex compagno del River Plate?
“Ho parlato con lui, vorrebbe essere qui con noi ma bisogna risolvere il problema del passaporto”.