Carrizo e Zarate, Lazio già innamorata (Gazzetta dello sport)

STEFANO CIERI - Delio Rossi non perde occasione per elogiarli. Claudio Lotito è costantemente attaccato al telefono per sapere cosa fanno e come si comportano. I tifosi saliti ad Auronzo (sempre più numerosi) sembrano avere occhi solo per loro. Eh sì, la nuova Lazio sta proprio nascendo sotto il segno delle facce da guasconi di Juan Pablo Carrizo e Mauro Zarate.

Coppia fissa Sarà che la Lazio ce l’avevano in testa come un chiodo fisso; sarà che per entrambi questa è l’occasione della vita; sarà, anche, che per ogni argentino lo sbarco in Italia non è mai traumatico. Fatto sta che la ditta Carrizo&Zarate ha già messo il marchio sulla Lazio. Non accade spesso che due stranieri si ambientino così in fretta. Loro ce l’hanno fatta grazie anche alla naturale alleanza che hanno stretto. Ad Auronzo fanno coppia fissa. Dividono la camera d’albergo e puoi vederli quasi sempre giungere insieme agli allenamenti. Normale e anche logico per due ragazzi quasi coetanei (23 anni il portiere, 21 l’attaccante) che arrivano dallo stessa area geografica dello stesso Paese (entrambi sono originari della provincia di Buenos Aires). L’unione fa la forza: nel loro caso è davvero così. Incitandosi a vicenda, hanno affrontato l’inizio dell’avventura italiana con più convinzione.

Ledesma e Rossi Il resto l’hanno fatto il tecnico e lo spogliatoio. Il loro tutor personale si chiama Cristian Ledesma. Lui, il ragazzo della Patagonia dai lunghi silenzi, è diventato all’improvviso logorroico pur di spiegare loro cos’è la Lazio. Gli fa da confidente, da guida e da interprete. Anche se tanto Carrizo quanto Zarate hanno subito imparato qualche parola d’italiano e già parlano una «mescla » di italo-spagnolo, sufficiente per dialogare con gli altri compagni. Ledesma, comunque, li marca stretti. L’ex leccese, il cui ruolo all’interno del gruppo è sempre più importante, li ha anche introdotti nel salotto buono dello spogliatoio biancoceleste. Delio Rossi sta invece curando la parte tecnica. Lui, mai incline a parlare troppo con i giocatori, sta facendo un’eccezione per JP e Maurito. Li ha voluti studiare come uomini oltre che come calciatori. Per questo ha potuto fare una fotografia più che dettagliata di entrambi. «Carrizo — ha detto il tecnico — è un tipo che ha personalità e grande carisma. Un giocatore con queste caratteristiche lo riconosci subito. E lui ce le ha in abbondanza. Zarate è un po’ diverso, ma pure lui sa il fatto suo. E, dal punto di vista tecnico, ha una grandissima qualità».

Idoli Il popolo biancoceleste li ha subito eletti propri beniamini. Lo si era già capito al raduno di Valmontone. E ad Auronzo sta accadendo lo stesso. I gol realizzati da Zarate nelle partitelle (alcuni davvero belli) vengono tutti salutati con cori e applausi. E lo stesso accade per le parate di Carrizo. La gente si ferma a seguire gli allenamenti dei portieri (che lavorano su un campo adiacente a quello principale) proprio per ammirare il nuovo numero uno. Di entrambi i tifosi hanno anche potuto constatare la grande disponibilità. Finiti gli allenamenti, si fermano volentieri a firmare autografi e posare per le classiche foto- ricordo. Con le loro facce simpatiche e divertenti. Facce da guasconi. Facce da Lazio.