StraLazio. Per Rossi tante soluzioni (Gazzetta dello sport)

STEFANO CIERI - Carrizo e Zarate, d’accordo. Lichtsteiner e Matuzalem, anche. Eppure la vera novità della Lazio 2008-09 non è negli uomini, ma nel modulo. Anzi, nei moduli. Perché ad Auronzo di Cadore Delio Rossi sta varando una squadra camaleontica. Capace, cioè, di esprimersi con diversi sistemi di gioco, in modo da poterli alternare nel corso della stagione e, chissà, magari anche nel corso di una stessa partita. Se la prima Lazio di Rossi è nata sotto il segno del 4-4-2, se la seconda e la terza sono state griffate 4-3-1-2, quella di quest’anno avrà più di una matrice. Lo scopo? Sorprendere gli avversari, essere sempre imprevedibili.

Col 3-5-2 La Lazio multi-modulo che sta nascendo in questi giorni sembra comunque avere uno schema-base. È il 3-5-2, con il quale Rossi ha schierato mercoledì la squadra nella prima uscita stagionale. È un sistema di gioco, come ha ammesso il tecnico, pensato per esaltare le caratteristiche degli stantuffi De Silvestri e Kolarov. Con tre difensori «bloccati» dietro (Siviglia, Rozehnal e Cribari), il romano e il serbo sono liberi di scorazzare sulle fasce senza avere il timore di lasciare sguarnita la difesa. Con l’arrivo di Lichtsteiner, sulla destra c’è qualcosa di più di una semplice alternativa a De Silvestri. Mentre a sinistra oltre al serbo c’è Manfredini e, all’occorrenza, lo stesso Mauri. Che, peraltro, con questo modulo entra in concorrenza con Matuzalem per il ruolo di interno sinistro. Davanti Pandev e Rocchi (con Zarate alternativa di entrambi) rischiano di essere un po’ isolati. Ma fino a un certo punto, perché l’interno sinistro (Matuzalem o Mauri) è autorizzato a sovrapporsi e ad integrarsi con le punte.

Col 3-4-3 Ovvio, comunque, che il 3-5-2 sia un modulo buono quando la squadra non deve sbilanciarsi troppo. Il discorso cambia radicalmente con il 3-4-3. Modulo spregiudicato ma che può garantire spettacolo e punti. I tre dietro restano gli stessi, sulle fasce ci sono sempre De Silvestri (o Lichtsteiner) e Kolarov, mentre la cerniera di centrocampo è garantita da Ledesma e Matuzalem (o Dabo). E davanti il tridente dai piedi buoni e dal gol facile Pandev- Rocchi-Zarate. Ma, per non correre troppi rischi, c’è anche una versione light del 3-4-3, quella con Mauri (o Foggia) al posto di Zarate: un 3-4-2-1, con due mezze punte e un attaccante invece che col tridente.

Col 4-3-1-2 Ma non è finita qui. Perché, accanto ai due sistemi con la difesa a tre, Rossi in questi giorni di tanto in tanto ripropone il «vecchio» 4-3-1-2. Semplice nostalgia? No di certo. Il tecnico non vuole che i suoi giocatori dimentichino il modo di stare in campo delle ultime due stagioni. In certe circostanze, infatti, la difesa a quattro potrebbe rivelarsi indispensabile. Con questo sistema sarebbe sacrificato uno tra De Silvestri e Kolarov (più probabile il serbo a beneficio di Radu). A centrocampo, accanto al pacchetto di mischia Dabo-Ledesma-Matuzalem, ci sarebbe di nuovo spazio per il trequartista: Mauri il candidato numero uno. Ma potrebbe essere anche Foggia. O anche Pandev, con Rocchi-Zarate di punta. Tanti uomini, tante soluzioni. Per un solo scopo: tornare protagonisti.