Mudingayi, una festa per salutarlo (Gazzetta dello sport)

DAVIDE STOPPINI - Ieri sera gli hanno organizzato una festa per salutarlo, nel quartiere Prati. Sorrisi e un po’ di commozione nel dopocena di Gaby Mudingayi. Auronzo-Roma-Bologna: in 24 ore cambia il centrocampo della Lazio e anche la vita del centrocampista belga, che un addio alla capitale l’aveva messo in programma un paio di mesi fa. «Ora no, non me l’aspettavo proprio — dice Mudingayi —. Ma in fondo è meglio così».

Il retroscena Eppure il centrocampista era vicino al rinnovo del contratto. Il 19 giugno a Milano Lotito aveva incontrato il suo procuratore, Branchini, e aveva gettato le basi per un accordo fino al 2012. «Sì, a quel punto pensavo davvero di rinnovare e di restare a Roma », dice. Certo, la Lazio non gli avrebbe garantito lo stesso quadriennale che stamattina gli farà sottoscrivere il Bologna, a un milione di euro a stagione. «Però fino a poche ore fa ero veramente convinto di essere parte integrante del progetto Lazio».

In ritiro Ieri mattina Mudingayi è sceso in campo ad Auronzo di Cadore. Ma in realtà già la sera precedente sapeva che la trattativa tra Lazio e Bologna si era chiusa. «Sono passato dal campo per andare negli spogliatoi e riprendere le mie cose — racconta il centrocampista —. Ho fatto in tempo a salutare quasi tutti. Anche Rossi? No, lui non l’ho visto. Lui mi ha messo da parte e, dopo una mia intervista, non mi ha più parlato. Un chiarimento con lui non c’è mai stato». E certo che lo strappo con il tecnico ha influito eccome sulla sua cessione. Da Auronzo, poi, se n’è andato a Venezia, accompagnato da Igli Tare — con il quale ha parlato di Bologna — e da Maurizio Manzini. Da lì l’aereo per Roma. Poi Formello, la festa, casa: «C’è un po’ di delusione, sicuro, ma forse è meglio andare via. Giusto andare in una società che ha dimostrato di volermi tanto, piuttosto che rimanere alla Lazio, dove probabilmente non avrei giocato neppure tanto ». Stamattina, dunque, Mudingayi raggiungerà Bologna. Si porterà dietro tutta la famiglia e una penna in mano per firmare il contratto. Roma ormai è un capitolo chiuso della sua carriera. Gli rimarrà solo la suoneria del suo cellulare, con le note del coro che gli riservavano i tifosi della Lazio.