Modulo Zarate (Il Messaggero)

di GABRIELE DE BARI

AURONZO DI CADORE - Nasce all’ombra delle Tre Cime di Lavaredo il nuovo progetto tattico della Lazio. In questi primi giorni di ritiro Delio Rossi ha provato con insistenza il 3-4-1-2, con discreti risultati nell’applicazione e nell’interpretazione. Più che una scelta convinta, si tratta di una necessità per valorizzare al meglio le caratteristiche dei singoli e, soprattutto, dell’acquisto più importante: quel Mauro Zarate che incanta, affascina ed accende la fantasia del popolo biancoceleste. Lo spartito preferito del tecnico resta il 4-4-2, un modulo che l’ha accompagnato con successo nel corso della carriera però, come ama spesso e giustamente ripetere, un allenatore deve saper adattare le proprie idee tattiche alle qualità del gruppo con il quale lavora quotidianamente.
L’esigenza di cambiare è nata proprio con l’arrivo del fantasista argentino, un calciatore che ha tecnica, rapidità e senso del gol. Se Rocchi e Pandev restano titolari inamovibili della squadra, elementi collaudati che garantiscono 30 reti a campionato, non si può tenere fuori il calciatore che ha caratterizzato il mercato della società, il più pagato della gestione Lotito, valutato oltre 17 milioni di euro. Zarate, pur preferendo giocare da seconda punta, si adatta molto bene al ruolo di trequartista, dietro Rocchi e Pandev. Agendo in questa posizione, oltre ad assistere bene la coppia d’attacco, può anche arrivare spesso alla conclusione facendo valere le qualità balistiche, ammirate già nella partitella d’esordio di mercoledì: 5 reti segnate nei 45 minuti in cui è rimasto in campo.
In attesa che il mercato gli regali un centrale difensivo di personalità, al momento Rossi lavora su Siviglia, Rozehnal e Cribari, schierati da destra a sinistra. Un trio, che pur evidenziando qualche lacuna nel possesso e nel gioco palla a terra, conferma di essere affidabile nel gioco aereo. Nessuno, però, possiede il carisma necessario del leader, dell’uomo in grado di guidare e dare un’impronta decisa all’intero reparto. Ad ogni modo, all’accorrenza, c’è Radu che può interpretare bene il ruolo di centrale anche se, attualmente, l’allenatore sembra più orientato a utilizzarlo come esterno. Le scelte non sono ancora definitive e il giovane rumeno può competere pure per una delle tre maglie da difensore centrale.
Rossi sta lavorando parecchio sui movimenti per singoli reparti perché con la difesa a 3 cambiano anche i compiti dei centrocampisti. A sinistra ci sarà Kolarov, molto più portato alla costruzione che alla fase difensiva, mentre a destra dovrebbe esserci il neo acquisto Lichtsteiner, elemento che esprime il meglio in fase di copertura e che deve ancora raggiungere i compagni di reparto. Lo svizzero è in ballottaggio con De Silvestri mentre, nel 3-4-1-2, difficilmente troverà posto Mauri che Rossi vede come trequartista. Ma in questo ruolo, oltre a Zarate, c’è anche Meghni. In mezzo Ledesma e Matuzalem. L’allenatore ha un discreto materiale sul quale lavorare sia con il nuovo progetto tattico, che con il più collaudato 4-4-2.

(fonte: Il Messaggero.it)