Addio difesa a quattro. Rossi vara il 3-4-3 (Gazzetta dello sport)

STEFANO CIERI - Sì, sarà rivoluzione tattica. Nell’incantevole scenario delle Dolomiti prende forma la nuova Lazio. Che avrà ancora il tridente in attacco, un centrocampo con 4 uomini in linea e, soprattutto, una difesa a tre.

Prove tecniche La novità era trapelata già nelle settimane scorse. Delio Rossi l’aveva però minimizzata, se non negata. Invece sarà così. La conferma è arrivata ieri con il primo allenamento tattico e il 3-4-3. Un segnale inequivocabile. «L’anno scorso si è chiuso un ciclo, ora volteremo pagina», aveva detto il tecnico. Ebbene, il cambiamento sarà anche nel modo di stare in campo. Lo strappo rispetto al passato è la nuova disposizione della retroguardia. Un po’ perché la difesa a 4 è stata una specie di marchio della Lazio negli ultimi 10-15 anni (con poche eccezioni). Un po’ perché è soprattutto in quel settore che la novità andrà digerita. Davanti a Carrizo, Rossi ha ieri provato Siviglia a destra, Rozehnal in mezzo e Cribari a sinistra. Alternandoli con Diakite, Tuia e Radu. Rozehnal «regista» e Cribari a sinistra anziché al centro sono le curiosità maggiori.

Fasce esplosive A centrocampo, nella prova di ieri, Rossi ha sistemato Dabo e Ledesma in mezzo (Mudingayi e Firmani le alternative) con Belleri a destra e Kolarov a sinistra (Manfredini ha dato il cambio a entrambi). Chiaro che nell’undici- tipo ad agire sulla destra sarà De Silvestri. D’altro canto, uno dei principali motivi che hanno spinto Rossi a virare verso il 3-4-3 è stato proprio la convinzione che il romano e il serbo, fatti avanzare di qualche metro, possano diventare un’arma molto più efficace.

Tridente-spettacolo Il terzetto avanzato ieri è stato composto da Pandev, Zarate e Mauri. Cui hanno dato il cambio Foggia, Makinwa e Meghni. Con il ritorno di Rocchi è probabile che l’argentino emigri verso sinistra piuttosto che fungere da alternativa a Tommy-gol. Ma sia Foggia sia Mauri sono qualcosa di più di semplici alternative. Anche perché il 3-4-3 spesso e volentieri si trasforma in un 3-4-2-1. E, nella versione più prudente, è ovviamente preferibile che ad agire ai lati della punta centrale siano delle mezze punte anziché dei veri e proprio attaccanti.