Passaporti falsi: c’è Denis e forse anche Carrizo (Gazzetta dello sport)

LUCA BIANCHIN GAETANO IMPARATO - A Buenos Aires ci sono anche gli striscioni in strada: «Procuriamo la cittadinanza italiana. Basta chiamare questo numero ». Documenti in cambio di soldi, almeno 20mila euro secondo qualcuno. L’ultimo mistero del passaporto nasce così: negli ultimi due giorni oltre 600 uomini della Gendarmeria argentina (una specie di Polizia vicina all’Esercito) ha fatto 110 perquisizioni e fermato 40 persone, tra cui 32 donne. Ci risiamo: passaporti falsi, e soprattutto passaporti italiani per calciatori argentini. Cosa è successo? Sarebbero stati rilasciati 300 documenti sospetti per consentire ad alcuni calciatori (e non solo) di ottenere la cittadinanza italiana. Firme false, timbri fatti in casa, cose così. Il problema è che tra i calciatori coinvolti ci sarebbero Carrizo e soprattutto Denis, il nuovo attaccante del Napoli.

Le regole In pratica i procuratori dell’argentino avrebbero tentato di trovare al ragazzo un antenato italiano, dettaglio che lo avrebbe reso molto più appetibile (cioè più caro) sul mercato europeo. In Italia, ad esempio, le norme dicono che si può tesserare un extracomunitario dall’estero (con un limite di 2 in un anno) soltanto vendendone uno fuori dall’Italia. Per i comunitari, invece, c’è ovviamente assoluta libertà di comprare e cedere.

È extracomunitario Quindi il Napoli rischia? Non rischia, perché — molto semplicemente— Denis è stato tesserato come extracomunitario. Spiega tutto il direttore generale Marino: «Sapevamo che la nazionalità di Denis era argentina, infatti lo abbiamo potuto prendere solo liberando un posto con l’italianizzazione di Pià». Tutto giusto: anche nei viaggi Graz-Spalato di questi giorni Denis ha usato il passaporto d’origine. La conclusione è ancora di Marino: «Questa è una storia che non ci riguarda». Più o meno giusto anche questo, perché tra l’altro il procedimento è stato aperto dalla magistratura argentina e non certo da quella italiana.

Le possibili pene Attenzione però, perché non tutti possono stare tranquilli: l’inchiesta sembra proprio una cosa grossa, visto che tra le firme falsificate c’è anche quella del console italiano a Buenos Aires. Quindi Denis e soprattutto il suo procuratore Leo Rodriguez devono seguire con attenzione gli sviluppi di un’indagine che è solo alla prima puntata. Tanto per capirci, è possibile che si arrivi ad accuse di «falsificazione di documento pubblico» (pena possibile il carcere da uno a sei mesi) e «associazione illecita» (da tre a dieci anni). E, per cominciare, nelle ultime ore sono stati perquisiti gli uffici del Lanus e dell’Independiente.

Carrizo-bis Nella lista dei altri calciatori coinvolti (secondo i giornali argentini il giovane ex Real Forlin, Scaparoni, Borgessio, più i procuratori Mascardi, Hidalgo e Cyterspilelr) colpisce il nome di Carrizo. E non sarebbe una novità, visto che un’estate fa la Lazio provò a tesserare il portiere come comunitario. Il suo procuratore, Pablo Sabbag, assicurò che il passaporto italiano era in arrivo grazie ad antenati italiani (precisamente un trisavolo materno di Pinerolo). Ma poi la pratica s’inceppò, tanto che la Procura aprì un fascicolo e a gennaio un certificato presentato da Carrizo fu dichiarato «sicuramente falso». Il portiere alla fine non è stato giudicato colpevole (come Veron in un altro caso famosissimo, mentre è ancora indagata Maria Elena Tedaldi, la titolare dell’agenzia a cui Carrizo si è rivolto) ma lui stesso ha deciso di soprassedere: alla Lazio è arrivato sì, ma come extracomunitario. Contenti tutti, tranne la magistratura argentina.