Sensini sponsor Lazio: “Avete scelto bene” (Gazzetta dello sport)
DAVIDE STOPPINI -
Nestor Sensini, se le dico Laziargentina, che cosa le viene in mente?
«I colori, gli stessi. Lo scudetto, i tanti compagni argentini. Beh, però anche adesso la Lazio sta seguendo quella linea: Ledesma, Carrizo, Zarate, Fernandez. Lotito fa bene: noi argentini costiamo meno di un europeo, rendiamo tanto e ci adattiamo bene all’Italia».
Mi sa che Carrizo non le sta molto simpatico…
Ride: «Perché non gli è arrivato quel passaporto italiano? Perché non ha lasciato prima il River? Peccato: fosse andato via a gennaio, adesso noi dell’Estudiantes staremmo ancora festeggiando la vittoria nel torneo di Clausura. Carrizo è uno dei migliori portieri dell’Argentina, insieme al mio Andujar e ad Abbondanzieri. I suoi punti forti sono la personalità e l’agilità: qui è stato un gran portiere, farà bene anche da voi».
C’è un po’ di confusione su Zarate: prima punta o attaccante esterno?«In Argentina è stimatissimo. Nel Velez faceva la prima punta, ma in realtà non è molto alto. È veloce e bravo tecnicamente: io lo farei giocare con una prima punta vicino che gli faccia da sponda».
Non abbiamo finito. È in arrivo anche Fernandez.
«È uno di gamba, come piace dire a me. Ha facilità di corsa e anche buona tecnica di base. Certo, non lo vedrete mai segnare tanti gol. Ha chiuso la stagione giocando poco, ma se fai il suo nome qui tutti ne parlano bene, al punto da non dubitare sul suo futuro nella Seleccion ».
Com’è allenare Veron?
«Facile, dai… Meglio da allievo che come compagno: di lui mi sorprende come aiuta i giovani. No, non farà il tecnico, non è nelle sue corde. Vedrete che me lo ritroverò come capo, presidente dell’Estudiantes».
All’Udinese la sua esperienza da tecnico non andò bene. Più facile allenare in Argentina?
«Non so, certo che c’è qualche differenza: qui devi essere bravo con i giovani, in Italia si gestiscono giocatori più pronti. Il mio modulo? Il 70% delle partite ho giocato col 3-4-3, poi ho chiuso col 3-5-2. Alla Zaccheroni, via. Anche se ho rubato un po’ da Ancelotti e da Spalletti».
Un consiglio per il prossimo argentino della Lazio.
«Ricordi questo nome: Enzo Perez, centrocampista dell’Estudiantes, bravo sia a destra sia a sinistra. Ha già avuto offerte dalla Spagna, ma presto arriverà in Italia».
A Roma si dice che prima o poi sulla panchina della Lazio arriverà Simeone.
«Ha l’abito giusto, l’aspetto dell’allenatore italiano: in futuro lavorerà in Italia, ci metto la firma ».
E Sensini?
«Io devo fare curriculum. Ma prima o poi manterrò quella promessa che feci a Parma a Rolando Gandolfi, ex dirigente che ora non c’è più: andandomene, gli dissi che un giorno sarei tornato da allenatore. Lavoro per quello».