Rossi: “Dobbiamo tornare a ridosso delle grandi” (Dire)
Volti nuovi. E maglie nuove. Ecco la Lazio 2008/09, con Lotito, Rossi, Dabo e Siviglia, ma anche Zarate e Carrizo che si sono dati appuntamento all’outlet Fashion District di Valmontone per poi partire per il ritiro di Auronzo di Cadore, dove tutta la rosa sarà al lavoro fino alla fine di luglio. Prima, però, la presentazione delle nuove divise della Puma, indossate, per la foto sul sito della società, da Zarate e Carrizo in primo piano. Anche se il modello di quella biancoceleste classica è Pandev, al centro dello scatto. Proprio nel giorno in cui, invece, sulla stampa rimbalzano le parole del macedone, che ha fatto sapere di volere andare via a giugno. Già prima, invece, potrebbe salutare Zauri, sul piede di partenza. E poi in questo avvio niente Rocchi, anche lui con l’Olimpica di Casiraghi in vista dei Giochi di Pechino. Insomma, i tifosi della Lazio, accorsi in un migliaio a Valmontone, senza più certezze sui «vecchi», si aggrappano ai possibili idoli del futuro. A partire, appunto, da Zarate e Carrizo. Primi, ma non ultimi acquisti della società perchè il presidente Lotito ha detto che il mercato della Lazio non è chiuso. «La base di partenza, però, sarà ritrovare lo spirito giusto- si è raccomandato Delio Rossi- Non ragionare con l’io ma con il noi, sennò qualche problema ce l’avremo». Come nella scorsa stagione. Stavolta, un altro problema potrebbe essere rappresentato proprio dal contratto dell’allenatore biancoceleste, in scadenza a giugno. Ma il tecnico non vuole dare alibi alla squadra. «Non penso e non deve essere un alibi per i giocatori il fatto che io sia a scadenza di contratto- ha detto- Il problema non è il mio contratto, ma come approcceremo questa stagione. Abbiamo fatto l’anno scorso in chiaroscuro, dobbiamo assolutamente ripartire con il piede giusto». «La società ha preso due giocatori mirati con ottime referenze, Zarate, come Carrizo, per esempio ha un buon curriculum, poi però deve parlare il campo. La nostra campagna acquisti è anche condizionata dai tanti giocatori che già abbiamo e con due sole competizioni non si puo fare un’accozzaglia di calciatori… Quando la società metterà rimedio a questo, allora si potrà prendere un giocatore mirato. Sicuramente, comunque, non arriverà il fenomeno». E su questo è certo che Lotito e Rossi sono d’accordo. Non sul resto, però, visto che, come detto, il presidente ha parlato di una Lazio che sul mercato non si fermerà qui, perchè lui, il quale non considera un grande problema il dovere andare in ritiro con oltre 35 giocatori, vuole rinforzare la squadra in alcuni ruoli. Lui, perchè attualmente la società è senza un ds… E anche qui tra il tecnico e il presidente non è che ci sia piena sintonia. «Quella del ds è una figura importante- ha detto Rossi- anche perchè in scala gerarchica è colui con il quale mi devo rapportare. Il presidente deve già pensare a tante cose, non può fare tutto. Deve anche pensare alle sue aziende, è un imprenditore non solo un uomo di calcio». «Quella del direttore sportivo è una situazione a cui stiamo lavorando- ha risposto il presidente- ma ognuno deve fare il proprio lavoro. Il tecnico fa il tecnico, di altre cose si occupa la società». Che ha anche scelto Tare come uomo di raccordo tra la squadra e la dirigenza. L’attaccante ha così smesso i panni di calciatore… «Va a colmare un vuoto- ha commentato Rossi- dovrà fare da tramite tra squadra e dirigenza e tra squadra e ds, solo che adesso non abbiamo il ds… Tare è un uomo di società, del presidente». Meglio quando Rossi parla di campo. E di obiettivi, anche se ovviamente guai a fissarne uno apertamente. «L’obiettivo viene di conseguenza dall’atteggiamento che la squadra dimostra in campo. L’anno scorso avevamo diversi traguardi e non li abbiamo centrati. L’anno prima ci dovevamo salvare e siamo arrivati in Champions. Niente parole, ci vogliono i fatti. La nostra squadra deve posizionarsi a ridosso delle grandi, ma più che dichiararli gli obiettivi vanno centrati». «C’è anche la possibilità di cambiare qualcosa nel modo di giocare- ha continuato- per andare incontro alle caratteristiche dei giocatori, ma non è detto che si farà anche perchè dobbiamo provare. E un altro problema e che in questo periodo un pò particolare qualcuno non ci sarà. Perdere i giocatori per le Olimpiadi mi rende orgoglioso, ma qualche problema ce lo crea». A proposito di traguardi, in conclusione, meno male che c’è Siviglia: «Puntiamo a tornare in Europa».