Ledesma è italiano. La Lazio esulta e Lippi anche (Gazzetta dello sport)

DAVIDE STOPPINI - Ora in Argentina lo chiameranno «el tano», l’italiano. Eh sì, perché Cristian Ledesma da oggi può considerarsi a tutti gli effetti un cittadino del nostro Paese. E presto potrebbe diventare anche un calciatore per la Nazionale di Lippi. Intanto, aspetta il rinnovo (tra stasera e domani mattina l’incontro Lotito-D’Ippolito per il rinnovo fino al 2013 a un milione più premi) e apre le porte all’arrivo di un altro extracomunitario alla Lazio.

Il giuramento Ieri il centrocampista biancoceleste ha prestato giuramento al Comune, stamattina invece lo aspettano in Questura per andare a ritirare il suo passaporto italiano. Atteso, desiderato, dalla Lazio ma anche da lui, che ormai vive in Italia da otto anni, da quando lasciò le giovanili del Boca Juniors per andare a Lecce. Le pratiche del passaporto, dunque, sono andate a buon fine: il calciatore è infatti sposato (con due figli) da due anni con una ragazza di Lecce e dunque ha diritto ad avere la cittadinanza italiana.

E adesso? Dalla Questura a Formello, il passaporto apre due scenari importanti. Il primo per la Lazio, che adesso può tesserare un altro extracomunitario. Il nome in teoria è già pronto: è quel Matias Augusto Fernandez, centrocampista del River, per il momento sprovvisto dell’agognato passaporto (spagnolo, stavolta). Tra l’altro, gli ultimi aggiornamenti segnalano qualche difficoltà per il documento di Fernandez. Ma Lotito aspetterà un po’, non vuole riempire subito la casella dell’extracomunitario liberato da Ledesma. Il presidente spera che Fernandez diventi spagnolo, così da poter sfruttare il posto per un altro giocatore. Solo in caso negativo, utilizzerà la casella di Ledesma per Fernandez.

La Nazionale L’altro scenario è l’azzurro, una maglia della Nazionale che Lippi è pronto a regalare a Ledesma. Al c.t. piace il giocatore fin da quando allenava la Juventus, tanto che ai dirigenti bianconeri ne chiese più volte l’acquisto. E Ledesma non ha più preclusioni verso l’azzurro. Da un anno ha messo alle spalle il capitolo Seleccion. Da quando, nell’agosto 2007, l’Argentina gli aveva fatto credere che lo avrebbe convocato, e invece — beffa delle beffe — chiamò il Ledesma dell’Olympiacos. «El tano » se l’è legata al dito, ora può vestire l’azzurro. E Lippi già lo sa.