Olimpiadi, De Silvestri raggiante tra Howe e Ronaldinho (Gazzetta dello sport)

STEFANO CIERI - «Dov’è Howe? Voglio salutarlo, voglio conoscerlo. Che atleta! E poi è pure laziale… ». Lorenzo De Silvestri si è calato subito nello spirito olimpico. Ieri, per lui come per gli altri 184 atleti azzurri che andranno a Pechino, è stata una giornata speciale. Prima le foto ufficiali all’Olimpico, poi l’appuntamento al Quirinale dal presidente Napolitano. Per l’appassionato di sport De Silvestri è stato il primo atto di un’esperienza unica. Una prima piccola emozione in attesa di quelle più grandi che vivrà tra un mese a Pechino. «Io all’Olimpiade! Chi l’avrebbe mai detto? Mi viene la pelle d’oca solo a pensarci. Le ultime edizioni le ho vissute davanti alla tv. Non avrei mai potuto immaginare di essere tra i protagonisti di quella di quest’anno».

E invece il sogno è diventato realtà.
«Appena un anno fa sembrava impossibile. Poi, dopo le prime convocazioni in Under 21, ho cominciato a sperarci. Ed ora eccomi qua. Non vedo l’ora di essere in Cina».

Per giocare o per assistere dal vivo alle gare?
«Per giocare, innanzitutto. E’ ovvio. Ma non nego che mi intriga molto l’idea di vedere un po’ di gare».

Qualcuna in particolare?
«Sì, i 100 metri di atletica. Non se sarà possibile andarla a vedere. Ma se non ci sono controindicazioni ci sarò. L’atletica è il mio sport preferito e i 100 metri la gara che mi piace di più. Il mio idolo? Maurice Greene».

E poi ci sarà l’esperienza del villaggio olimpico.
«Sarà fantastico stare fianco a fianco a tanti campioni di sport e nazioni diverse. Una di quelle esperienze che non capitano spesso nella vita».

Però a Pechino si va non solo per partecipare…
«Certo, ci mancherebbe. Ottenere la qualificazione ai Giochi non è stato facile. Adesso che ci siamo cercheremo di arrivare fino in fondo».

Sarà una tappa fondamentale della sua crescita professionale.
«Certamente. Anche perché all’Olimpiade parteciperanno campioni del calibro di Messi e Ronaldinho. Potrebbe capitarmi di dover marcare uno dei due…»

Obiettivo minimo il podio?
«Sì, conquistare una medaglia sarebbe già un gran bel traguardo. In una competizione come l’Olimpiade conta chi vince, ma anche chi arriva secondo o terzo. Mi piacerebbe vincere una medaglia, anche per dedicarla a Gabbo».

Argentina e Brasile troppi forti per puntare all’oro?
«Sulla carta sì. Però anche noi siamo una bella squadra e poi nel calcio le sorprese non mancano mai».

A proposito di sorprese. Può esserlo anche la prossima Lazio?
«Speriamo. E’ presto per dirlo, ma perché no?».

Le piacciono i nuovi acquisti?
«Sì. Sia Carrizo sia Zarate sono ottimi elementi. Mi dispiace non poter essere con loro e con gli altri compagni in ritiro. Però un’Olimpiade non capita tutti i giorni».

Rossi pare intenzionato a cambiare modulo. Se così fosse, lei avanzerebbe a centrocampo.
«Non lo so, non ho sentito l’allenatore. Per quanto mi riguarda non avrei nulla in contrario. Però sarebbe una cosa da provare e riprovare».