Lotito: Per Fernandez ci vuole cautela (Gazzetta dello sport)

ELISABETTA ESPOSITO - Il giorno della presentazione di Carrizo Claudio Lotito è felice come un bambino. Arriva persino puntuale. L’acquisto del portierone argentino è il suo vero colpaccio di mercato. E ha dovuto aspettare un anno prima di poterlo annunciare al mondo, prima delle foto di rito con stretta di mano e nuova maglia. «Carrizo è arrivato alla Lazio, finalmente. E avrà un ruolo fondamentale nel rilancio di questo club anche a livello internazionale. È un portiere bravissimo ma è anche molto giovane, quindi ci sarà utile anche nei prossimi anni. E poi ha una grande personalità, aspetto da non sottovalutare visto che nel nostro spogliatoio ci sono tanti giovani. Per averlo oggi qui ho dovuto sventare le iniziative di molti altri club anche blasonati, nonostante il rendiconto economico fosse importante».

L’esperienza insegna Lotito torna sulla vicenda passaporto e racconta: «La scorsa estate abbiamo fatto di tutto per risolvere i problemi. Se avessi saputo come andava a finire avrei agito diversamente sin dall’inizio. Sono esperienze da cui trarre insegnamento: non ci imbarcheremo mai più in situazioni del genere, dove non ci sono sicurezze. Vedi Fernandez. Lui rientra nei nostri obiettivi, ma il passaporto ancora non arriva. Finché non sarà tutto chiaro non firmeremo nulla. Non mi fido più della burocrazia italiana e di quella argentina ». A proposito, il passaporto di Ledesma? «So che ha presentato la domanda. Di più non mi chiedete, mica sto all’ufficio immigrazione!». La situazione dovrebbe comunque presto sbloccarsi. L’entourage di Fernandez è infatti sicuro che il giocatore stia per ottenere il passaporto comunitario. E, in ogni caso, tra la fine di luglio e l’inizio di agosto Ledesma diventerà italiano.

Mercato Ironico e sorridente, giustamente vista l’occasione, Lotito parla anche di mercato. «La priorità in questo momento è sfoltire la rosa, quindi lavoriamo soprattutto sulle cessioni. Una cosa però posso garantirla: darò al tecnico una squadra altamente competitiva». Poi parla anche della questione d.s.: «Se mi sento solo? Forse dal punto di vista umano, visto che con Sabatini avevo un buon rapporto. Per il resto no, ho già condotto in prima persona e con successo alcune operazioni in entrata».