Carrizo: “Lazio, Europa e derby” (Leggo)

di Enrico Sarzanini

ROMA - Un anno dopo Carrizo si è finalmente materializzato nella sala stampa di Formello. E lui, il nuovo numero uno della Lazio, quello che dovrà raccogliere la pesante eredità lasciata da Peruzzi, si scusa subito per questo ritardo: «Ringrazio tutti per avermi aspettato e per essere qui. Grazie al presidente per avermi portato alla Lazio. Ora voglio fare del mio meglio, sono troppo felice. Per me vestire questa maglia è un orgoglio».
Il portiere, poi, parla del suo predecessore: «Conosco molto bene Peruzzi: un campione importante che ha vinto molto, è un onore essere accostato a lui. Molti mi hanno detto che ci somigliamo ma, adesso, quelli che mi piacciono di più sono Julio Cesar dell’Inter, lo spagnolo Canizares e naturalmente Buffon». Poi un riferimento al derby: «Quando ero bambino sognavo di giocare Boca-River, adesso aspetto la sfida con la Roma. E’ un po’ la partita dell’anno e spero di vincerla anche perché sarà una sfida nella sfida considerando che in campo, da una parte e dall’altra, ci saranno molti argentini e brasiliani».
Ha le idee chiare il nuovo numero uno della Lazio, a tal punto da fissare già due importanti obiettivi: «Lo scorso anno avrei dovuto giocare con la Lazio in Champions, ma poi non sono potuto arrivare per i motivi che tutti conoscono. Dobbiamo cercare subito di entrare nuovamente nell’Europa che conta. Io arrivo da un campionato vinto col River Plate e mi auguro di fare la stessa cosa qui con la Lazio. Per vincere serve un bel gruppo, unito». In molti lo hanno già definito un para-rigori, ma lui ci scherza: «E’ stata solo fortuna». In realtà la sua notorietà è aumentata grazie al famoso filmato in cui fa la “gambeta” di tacco sull’attaccante in pressing: «Non è la mia specialità - spiega - ma lo faccio perché mi differenzia dagli altri portieri».
In squadra troverà un suo connazionale, Zarate: «Lui è molto veloce. Spero che nella Lazio esca fuori il suo meglio». Tra i motivi che lo hanno spinto a scegliere i colori biancocelesti c’è proprio il fatto che in passato altri argentini hanno vestito questa maglia: «Ce ne sono stati tanti: mi ricordo bene Veron e Simeone».

(fonte: Leggo.it)