Rocchi e De Silvestri: “Noi, sportivi veri” (Corriere della sera)

PIETRO PINELLI - Partecipare ad una Olimpiade è il sogno di qualsiasi atleta. E da quando anche il calcio è tra i protagonisti dei Giochi, anche per i giocatori diventa un obiettivo di prestigio. Non per tutti, naturalmente, perchè c’è anche chi snobba l’avvenimento. Il discorso non vale certamente per i laziali Rocchi e De Silvestri, «concessi» dalla Lazio alla nazionale olimpica di Gigi Casiraghi. I laziali sarebbero tre, se si pensa a Kolarov, convocato dalla nazionale serba.

Il presidente Lotito in un primo tempo aveva cercato un compromesso con il cittì azzurro per permettere ai suoi di iniziare la preparazione estiva ad Auronzo di Cadore. Ma Tommaso Rocchi e Lorenzo De Silvestri inizieranno oggi la loro avventura olimpica con la presentazione davanti al Presidente della Repubblica Napolitano: i primi due giorni sono dedicati alle visite mediche e agli allenamenti, prima di traslocare a Coverciano, quartier generale delle nazionali.

Delio Rossi, quindi, non potrà disporre subito di tre elementi fondamentali per il prossimo anno, ma il richiamo di Pechino è stato forte per i diretti interessati. «Sono felicissimo di partecipare a queste Olimpiadi – ha dichiarato Tommaso Rocchi - è una grande soddisfazione e non mi capiterà più nella vita. Mi dispiace non essere con la Lazio nella prima parte di stagione e ringrazio la società per avermi dato questa possibilità. Cercherò di ripagare sul campo la fiducia di chi mi ha scelto».

Chi non sta nella pelle è Lorenzo De Silvestri. Per uno che ha praticato ginnastica artistica, atletica, nuoto e sci di fondo, una olimpiade rappresenta un’esperienza irripetibile. «Credo non ci sia giocatore più attaccato all’Olimpiade di me. Me la sento addosso perché sono un’amante dello sport a 360˚ grazie a mio padre. Il calcio non c’entra molto con le Olimpiadi ma sono orgoglioso di aver centrato questo traguardo. Un anno fa non pensavo di riuscirci. Non vedo l’ora di atterrare a Pechino ».

De Silvestri già immagina l’atmosfera che troverà in Cina. «Immagino stadi grandi, moderni ed esauriti. I cinesi seguiranno con molta attenzione e partecipazione questo evento. Avrò la possibilità di giocare contro dei fuoriquota importanti come Messi e marcare campioni già affermati. Il mio idolo dell’atletica era Maurice Green. A Pechino spero di conoscere tanti atleti: cercherò di incontrare Andrew Howe, che è anche laziale».

L’unica controindicazione: saltare la preparazione con la Lazio. «Si ma solo in parte. L’olimpiade non mi capita più, di fare i ritiri si. Spero ad agosto di unirmi ai miei compagni biancocelesti con una medaglia ed una esperienza in più. Il mister è rimasto. Lui conosce me ed io conosco i suoi metodi. Quindi nessun problema».