Intervista a Rocchi: “Per l’Italia e per la Lazio” (Corriere dello Sport)

di Fabrizio Patania

ROMA - Alfiere azzurro, unico fuoriquota dell’Olimpica ai Giochi di Pechino, Tomma­so Rocchi da ieri sera è in ritiro con l’Italia di Casiraghi. Il nuovo capitano della Lazio salterà il ritiro di Auronzo di Cadore: tra un mese scenderà in campo per contendere una medaglia a Messi e Ronaldinho, a Ri­quelme e Robinho. Un’emozione fantastica.

Si sente pronto?
«Sono molto contento. E’ una grande sod­disfazione dal punto di vista calcistico e personale. E poi sono l’unico fuoriquota: mi fa piacere perché Casiraghi poteva sceglie­re chiunque, invece mi ha voluto. Sono fe­lice di poter sfruttare questa possibilità e di aver dato la mia disponibilità: consideran­do l’età, era un’occasione unica».

Rossi, infatti, temeva che Rocchi non fos­se una prima scelta per l’Olimpica.

«Ho parlato anche con lui. Ha capito. Le scelte sono state fatte da poco, ma Casira­ghi mi aveva telefonato già un mese fa. Vo­leva sondare il mio stato d’animo, capire se ne avevo voglia o meno. Ho parlato con Rossi, ci teneva che partissi almeno con la squadra. Salterò tutto il ritiro precampiona­to e mi dispiace. Ma è anche normale pre­pararsi con l’Olimpica a Coverciano».

Con Giuseppe Rossi e Giovinco formerà un bel tridente…
«Non è male come tridente, ma le scelte toccano a Casiraghi. L’ho vista la squadra: mi piace, è un bel gruppo. Io spero solo di poter aiutare i miei compagni a migliorare. Voglio offrire il mio contributo in campo e anche fuori dal campo. Sono il più vecchio, posso dare una bella mano nello spogliato­io. Tutti quelli che sono stati convocati, han­no meritato l’Olimpiade. Mi reputo un fuo­riquota che cercherà di integrarsi nel grup­po».

Rocchi sarà anche il capitano dell’Olim­pica?

«Non lo so, non ne abbiamo parlato con Casiraghi, ma non è importante. Mi metto a disposizione per raggiungere il risultato at­traverso il collettivo. Chi gioca e chi segna non conta. L’obiettivo comune, invece, è raggiungere una medaglia. Sappiamo di es­sere una squadra importante. E anche se sono Olimpiadi, inutile nasconderlo, il bel­lo non è soltanto partecipare ma salire sul podio».

Si trova in antitesi con lo spirito olimpi­co professato da Lotito…

«Ho parlato con il presidente e lo ringra­zio. Mi ha dato la possibilità di rispondere alla convocazione. Cercheremo, con Loren­zo De Silvestri, di portare in alto attraver­so l’Italia il nome della Lazio».

Chi sono le favorite?
«Brasile e Argentina, ma attenzione alle africane, Soprattutto a livello giovanile, possono far pesare la propria fisicità. Noi affronteremo il Camerun nel girone, sono curioso».

Preferirebbe affrontare Messi o Ronal­dinho?
«Ma davvero parteciperanno? Bello, mi fa piacere. Non ho preferenze su chi affron­tare. Dico soltanto che sarà uno stimolo in più, e un onore, da fuoriquota, potergli con­tendere una medaglia».

Cosa si aspetta dai Giochi?
«Sono curioso di conoscere l’atmosfera. A differenza degli Europei e dei Mondiali di calcio, qui si confronteranno i più grandi campioni dello sport. E tiferò per tutti gli azzurri».

Qual è lo sport, dopo il calcio, che segui­rà con maggiore attenzione?
«Mi piace il basket. Vorrei vedere dal vi­vo Kobe Bryant e le altre stelle degli Usa. Poi magari la finale dei cento metri».

Ha dei ricordi legati alle Olimpiadi?
«Le finali dei 100. Mi ricordo Michael Johnson sui 400. E la canoa con Antonio Rossi che sarà il nostro portabandiera».

Donadoni l’aveva messa in preallarme, senza convocarla, per gli Europei. Pezzot­ti, vice di Lippi, seguirà gli azzurri ai Gio­chi. Rocchi spera di riconquistare la nazio­nale?
«Le Olimpiadi rappresentano una vetrina importante. Toccherà dimostrare sul cam­po di meritare la nazionale. Posso provarci a Pechino e poi dovrò continuare a far be­ne con la Lazio per riconquistare l’azzurro. Penso a una bella stagione: cercheremo di riscattarci, di tornare su, regalando ai tifo­si le soddisfazioni che meritano. E’ un im­pegno».

(fonte: Corriere dello Sport.it)