Entusiasmo Zarate: «Lazio, voglio tutto» (Corriere dello Sport)
di Daniele Rindone
ROMA - Il giorno dopo è passato all’attacco: «La Lazio è ciò che volevo. Abbiamo una squadra che può stare tra le grandi. Credo che lotteremo per lo scudetto e sicuramente per entrare nelle coppe». Mauro Matias Zarate ha tolto la maschera. Ha messo da parte la timidezza iniziale. E’ partito a razzo. E non ha nascosto i sogni in grande nell’intervista rilasciata al quotidiano argentino «Olè»: «Mi sento così. Il sogno è essere campione, non sono venuto certo per puntare ad obiettivi minori, voglio lottare per il massimo».
LA GIORNATA - Mauro non parla da 21enne, la stima del campionato italiano vuole conquistarsela. Ha già preso confidenza con Roma. Sabato mattina alle 7 è sbarcato a Fiumicino, si è sistemato in un hotel del centro. Ha dormito per recuperare dal fuso orario e nel pomeriggio ha fatto un tour in città passando per il Colosseo, in serata ha cenato a Ponte Milvio. La domenica è stata intensissima. Ha fatto visita al Vaticano, è stato a Piazza di Spagna, nel pomeriggio ha svolto un po’ di esercizi nella palestra dell’albergo e in serata è tornato al centro per cenare insieme al fratello-manager Sergio. Stamane effettuerà le visite mediche presso la clinica Paideia, nel pomeriggio potrebbe incontrare patron Lotito per firmare il contratto.
IL RACCONTO - Mauro, nell’intervista argentina, ha raccontato le difficoltà avute per staccarsi dagli arabi dell’Al Sadd: «Sì, è stato difficile convincerli a cedermi. Io però non stavo bene né calcisticamente e né psicologicamente. Ho avuto un colloquio con il braccio destro del principe e gli ho chiesto di andare via» . Per convincerli ad accettare l’offerta della Lazio ha dovuto pure piangere…: «All’inizio mi dissero no, ci furono degli ostacoli, continuai ad insistere e dopo avergli pianto in faccia mi hanno concesso di andar via» . Non è uno scherzo.
IL RUOLO - Zarate non ha dubbi, Delio Rossi gli riserverà un posto: «Sicuro, al massimo mi farà giocare da mezzapunta» . Lui è una prima punta ma può occupare tutti i ruoli d’attacco. Maurito ha ripercorso il suo ultimo anno di vita. Partendo dall’addio clamoroso al Velez: «Quella volta è nato tutto in fretta, vennero a parlare con il Velez Sarsfield, la squadra in cui giocavo. Il club aveva ricevuto altre offerte ma non voleva cedermi, poi cambiò idea».
Maurito accettò il trasferimento anche per alcuni problemi con il tecnico del Velez, La Volpe: «In quella stagione avevo segnato meno gol rispetto alla precedente.
E per altri motivi non mi conveniva più stare lì. I rapporti con il mister La Volpe del Velez non erano più ottimi. Per tutti questi motivi presi una decisione e forse sbagliai. Ora però sto nella squadra che volevo».
LA FORZA - Zarate attacca: «Spero di approfittare di questa occasione». Dice che la serie A non gli fa paura: «Spero che l’adattamento in Italia sia più facile rispetto a quello in Inghilterra. Lì è stato più complicato da un punto di vista della marcatura. Devi stare anche attento ai terreni molli e i difensori sono tutti di 1 metro e 90. Non c’è nessuno basso. Qui sarà senz’altro più facile».
La serie A non lo spaventa. Parla senza timori. Dall’Inghilterra ha portato solo delusione: «Ho giocato 14 gare al Birmingham. Il tecnico (McLeish, ndr) era scozzese e il club aveva comprato un attaccante della sua stessa nazionalità, lo schierava come titolare». Maurito è rimasto male per il comportamento del suo allenatore: «Un giorno questo mio compagno si fece male e il tecnico schierò me. Segnai e nella gara successiva feci due gol. Il tecnico invece mi fece fuori, mi fece rigiocare ed uscire ancora una volta. Tutto molto strano. Io stavo bene e mi allenavo perfettamente». Con Rossi andrà meglio. Si spera.
(fonte: Corriere dello Sport.it)