Cribari: pronto a restare a vita nella Lazio (Il Messaggero.it)

ROMA (6 luglio) - La Lazio a vita. Cribari va in controtendenza. In un periodo in cui il biancoceleste tira poco tra giocatori (vedi Behrami che ha utilizzato la normativa Fifa per rescindere il contratto) e tifosi (la «cura Lotito» ha fatto diminuire il seguito per la squadra di Delio Rossi), il difensore brasiliano si propone come esempio di fedeltà. «Ho parlato con Rossi prima di partire per il Brasile- ha detto a Radio Radio Tv- Ho dato la disponibilità alla società di volere restare a vita alla Lazio senza pretendere la luna, milioni o il posto fisso da titolare. Mi sono identificato con questa squadra, questa maglia e mi trovo bene a Roma. Ho detto al presidente che se volesse potrei rinnovare subito. Non sto cercando di prendere più soldi altrimenti non resto, tutto questo non c’entra niente, il mio obiettivo prima o poi è diventare capitano della Lazio. Mi piacerebbe avere un segnale di fiducia dalla società».

Che si sta muovendo sul mercato per cancellare l’ultima annata orribile: «Ripartiamo da due anni fa, non dall’anno scorso. Come minimo dobbiamo arrivare in Uefa, poi una volta che ci siamo sistemati al quinto-sesto posto possiamo pensare a qualcosa in più. Comunque non è proibitivo sognare la Champions, visto che lì ci siamo già arrivati».

Due anni fa, poi lo spogliatoio si è spaccato: «Nell’ultimo campionato sono successe delle cose all’interno che ci hanno disunito. Cercavamo di parlarci tra noi ma non riuscivamo a sistemare queste cose». Adesso si riparte, con facce nuove e un modulo nuovo.

In difesa Rossi potrebbe passare alla linea a tre: «Qualche volta ho giocato così quando ero all’Udinese. Facevo il libero, il centrale dei tre. È una posizione che mi piace. Anche se in quasi tutta la mia carriera ho giocato come centrale di una difesa a quattro, ormai ho 28 anni e non sarebbe un problema se Rossi decidesse di cambiare modulo». All’inizio, semmai, l’ostacolo potrebbe essere la comunicazione in un reparto multietnico (il serbo Kolarov, il romeno Radu, il ceco Rozenhal, l’italo-brasiliano Cribari, forse un altro romeno, Moti, ecc.): «Parleremo l’italiano- taglia corto Cribari- e toccherà agli stranieri impararlo. Io so parlarlo bene». Ma difficilmente lo utilizzerà per scambiare qualche parola all’interno della Nazionale azzurra: «Rispetto al decisione di questi calciatori che riescono a giocare in nazionali che non sono del loro Paese di nascita, anche se faccio fatica a vedere un brasiliano giocare in un’altra nazionale. La Selecao è un sogno e per me è lontano, ma continuerò a lottare per coronarlo prima o poi».

(fonte: Il Messaggero.it)