Rossi, l’ora delle scelte: mezza Lazio resta a Formello (Il Messaggero)
di DANIELE MAGLIOCCHETTI
ROMA - Gira e rigira la questione è sempre la stessa: c’è chi è buono, chi è cattivo. E la parte del brutto in questo caso, quasi a voler emulare una delle sceneggiature più famose di Sergio Leone, la deve interpretare mister Delio Rossi. E così, vista l’indecisione della società, con Lotito rimasto completamente da solo, dopo l’addio di Sabatini, ecco che a salire in cattedra è l’allenatore che, dolorosamente, deve decidere chi resta a lavorare a Roma, chi invece andrà in ritiro. Motivo? Semplice, perché la stagione della Lazio rischia di iniziare come è finita. Ossia, con gli stessi uomini, ma soprattutto gli stessi problemi. Sono oltre 40 i giocatori in organico e tutti non possono partire per il ritiro estivo di Auronzo. Ormai è storia nota a tutti che all’interno della squadra ci sono due anime, o forse e meglio dire due gruppi ben distinti tra loro che proprio non si sopportano. Lo sa bene Delio Rossi che, prima di recarsi con la famiglia in Puglia per gli ultimi giorni di vacanza, ha consegnato a Lotito tre liste. Praticamente in questi elenchi ci sono i graditi, gli sgraditi e quelli che, teoricamente, farebbero parte della lista dei cedibili, ovvero la seconda, ma se non dovessero trovare una collocazione entro il 12, giorno della partenza del ritiro, allora il tecnico li potrebbe portare con sé. Ma non tutti perché l’allenatore non vuole commettere l’errore dell’anno scorso e ritrovarsi con oltre 40 calciatori. Una cosa, questa, che rischia di minare ulteriormente lo spogliatoio già logoro per qualcosa che è avvenuto la passata stagione, e non solo.
Al momento quasi tutti sono stati convocati per le rituali visite mediche. Sono tre i giocatori che dovranno attendere la chiamata: Inzaghi, Baronio e il capitano Luciano Zauri. Su questi c’è un veto del tecnico. Sul difensore, si sa, c’è un interessamento della Fiorentina e anche del Napoli. Ma sembra stia andando verso Firenze, nonostante le richieste della Lazio siano di oltre 5 milioni di euro per il cartellino. Una giusta valutazione, non c’è nulla da dire, visto il valore del giocatore, ma non quando è la stessa società a metterlo sul mercato e in modo piuttosto frettoloso. Che poi su questa storia c’è un mistero che un giorno qualcuno dovrà chiarire alla gente laziale, anche perché chiedersi il motivo della cessione di un giocatore che è il capitano della squadra e che non meno di un anno fa ha firmato il rinnovo di contratto fino al 2012, appare legittimo. Sugli altri due ci potrebbe essere la possibilità di una rescissione contrattuale. Si sta trattando, ma non è semplice. Dagli epurati si passa agli incerti o congelati, fate voi. E qui la lista si allunga in modo inesorabile. Dai vari ragazzi che hanno annusato o poco meno la maglia biancoceleste della prima squadra come Correa, Quadri, Greco, Capogna e altri, si va direttamente a quelli più esperti come Stendardo, Foggia, Bonetto (la metà del suo cartellino lunedì andrà al Livorno), Belleri e Berni. Sui primi due ci sono degli interessamenti, rispettivamente Napoli e Genoa/Palermo. Se entro il 12 luglio non saranno ceduti partiranno per Auronzo, mentre per gli altri tre la situazione appare davvero complicata. A meno di clamorosi ripensamenti dell’ultimo momento o magari di raccomandate di reintegro dovranno allenarsi a Roma. E per chi resterà a lavorare a Formello il club metterà a disposizione un tecnico e un preparatore atletico.
La vera novità è che tra i convocati per Auronzo ci sarà Mutarelli. Rossi non voleva, ma per adesso la società non ha trovato rimpiazzi e inizierà il ritiro. Particolare la situazione del giocatore che potrebbe lavorare in un ambiente non semplice. Lui, che ancora non ha avuto un chiarimento con Rossi e che lo attende con ansia, appena troverà una squadra andrà via dalla Lazio. Ma deve essere di suo gradimento, altrimenti resterà. Solo, ma resterà.
(fonte: Il Messaggero.it)