Lotito: Denunciato minacce non persone (Ansa)
”Ho subito pressioni per cedere la Lazio, minacce, ma non ho mai dato una connotazione personale. Non ho mai denunciato nessuno”. Lo ha detto il presidente della Lazio Claudio Lotito al processo sul tentativo di scalata al club biancoceleste di un fantomatico gruppo farmaceutico ungherese del quale diceva essere portavoce Giorgio Chinaglia. Interrogato in sede di controesame dai difensori degli imputati, oltre a Chinaglia quattro esponenti del direttivo ”Irriducibili Lazio” ed altri accusati, a seconda delle posizioni di aggiotaggio e tentata estorsione, Lotito ha ricordato le fasi di una trattativa per la cessione della societa’ mai decollata non solo per il suo intento di non cedere, ma anche perche’ l’eventuale compratore non si e’ mai manifestato esplicitamente. ”C’era una pressione per farmi cedere il club - ha detto Lotito - attacchi mediatici, striscioni offensivi allo stadio e telefonate minatorie”. Poi, il patron biancoceleste ha citato un episodio in cui Fabrizio Toffolo, uno dei capi Irriducibili, dopo un Lazio-Parma del 2006 lo affianco’ nel centro di Roma urlandogli epiteti e dicendogli che se ne doveva andare. Nel corso del controesame, durato molte ore e caratterizzato da momenti di tensione e dal qualche scontro dialettico, i difensori degli imputati hanno contestato a Lotito alcuni aspetti delle sue versioni date in occasione delle indagini preliminari e, tra l’altro, di aver indicato come telefonate mute ricevute da due sue utenze cellulari non solo alcune chiamate partite dalla sua abitazione, ma anche altre effettuate da utenze da lui conosciute. ”Quando denunciai le telefonate mute - ha detto Lotito nell’aula della sesta sezione del tribunale - ho fornito orari approssimativi del ricevimento delle chiamate”. Numerose domande degli avvocati hanno riguardato l’attribuzione di minacce e di altri episodi deprecabili (letame davanti alla sede di una sua societa’, una bomba carta lanciata nel cortile di un’altra societa’) ai quattro esponenti degli Irriducibili sotto processo. Lotito ha risposto sempre di non poter imputare questi fatti a nessuno. Parlando della degenerazione dei rapporti con gli Irriducibili, sfociata in una contestazione ancora in corso, Lotito ha precisato che questa e’ scaturita dal ”mancato mantenimento dei privilegi” che il gruppo ultras rivendicava. Rispondendo ad una domanda su chi avesse interesse ad un suo allontanamento dalla Lazio, il patron ha risposto ”tutti coloro che avevano dei benefici, da chi prendeva i biglietti gratuiti ai soldi per le coreografie, fino a tutti coloro che avevano in un qualche modo gravitato nel mondo Lazio”. Al riguardo Toffolo, in una dichiarazione spontanea, ha sottolineato che la contestazione a Lotito e’ cominciata di fronte ”alla speculazione” legata alla costruzione di un nuovo stadio, a fronte sbandierate ristrettezze economiche per il rafforzamento della squadra. Lo stesso Toffolo e’ stato poi allontanato dall’aula dopo aver imprecato contro i pm, accusati di suggerire risposte al testimone.