Intervista a Zarate: “Lazio, seconda casa per noi argentini” (Gazzetta dello sport)
MARTIN MAZUR (BUENOS AIRES) - Campione del mondo under 20 un anno fa in Canada. Capocannoniere del campionato argentino a soli 19 anni. Ma anche una stagione, l’ultima, deludente, trascorsa tra Qatar e Inghilterra. Sono le credenziali di Mauro Zarate, il ventunenne attaccante argentino acquistato dalla Lazio. Lotito lo ha paragonato a Messi, lui un po’ arrossisce, ma è convinto che la Lazio non si pentirà di aver puntato su di lui.
Zarate, come si prepara all’avventura italiana?
«Con un po’ d’ansia, ma anche con molta tranquillità: le motivazioni sono tantissime. Sabato sarò a Roma per firmare il contratto. In Italia c’è già mio fratello Sergio, che è il mio procuratore ».
Perché ha scelto la Lazio?«Due squadre inglesi (Arsenal e Portsmouth, ndr) mi volevano. Ma appena si è fatta avanti la Lazio non ci ho pensato due volte. La possibilità di giocare in Italia, in una delle grandi squadre europee, per me significava molto».
E’ reduce da una stagione non proprio felice, condizionata dal trasferimento in Qatar.
«Ho accettato in fretta e ho sbagliato, poi per fortuna sono andato in Inghilterra in prestito (al Birmingham, ndr) per le ultime 12 partite. Ne ho giocate 6 segnando 4 gol. Parentesi positiva, ma nella Lazio sarà meglio: potrò abbracciare un progetto a lunga scadenza».
I libri d’italiano li ha già comprati?
«Ancora no, ma dopo Qatar e Inghilterra, entrare in uno spogliatoio dove si parla italiano sarà un piacere».
E poi in Italia hanno già giocato i suoi fratelli Sergio e Ariel con Ancona e Riccione.
«Per noi argentini l’Italia è come una seconda casa. E la Lazio è una squadra che ha una relazione speciale con gli argentini. Io mi ricordo la Lazio di Simeone, Veron, Almeyda, Crespo, Sensini: che squadra…».
Adesso troverà altri connazionali, come Ledesma e Carrizo.
«Per me sarà più facile. E sarà un grande sollievo trovare Carrizo come compagno e non come avversario. Fa delle parate incredibili, ha una grande personalità, sono sicuro che farà bene in Italia».
Arriva uno meglio di Messi, ha detto il presidente Lotito.
«Lo ringrazio, ma Messi è un fenomeno… Nel calcio attuale ci sono due giocatori che fanno la differenza: Messi e Cristiano Ronaldo».
I suoi miti quali sono?
«Maradona, ovviamente. Ma ammiro molto anche Ronaldo: lui è il modello per gli attaccanti della mia età».
Giocando in Italia potrà puntare alla nazionale. E come antipasto potrebbe esserci la convocazione nell’Olimpica.
«Sarebbe un onore, vedremo. In questo momento penso solo alla Lazio. Ho voglia di giocare il derby e di conoscere la passione con cui si vive il calcio a Roma ».