Settore giovanile, Lotito evita le fughe all’estero (Gazzetta dello sport)
VINCENZO D’ANGELO -Il primo anno di Primavera è servito da apprendistato nella categoria. Adesso, dopo una stagione che li ha visti protagonisti, arriva il difficile: confermarsi. Anzi, migliorarsi. Davide Faraoni, Francesco Mancini ed Ettore Mendicino: è dalla loro consacrazione che la Lazio si aspetta il salto di qualità per provare a lottare, come una volta, per lo scudetto di categoria, senza dimenticarsi di Alessandro Tuia, il nuovo Nesta, frenato nell’ultima stagione dalla rottura del legamento crociato, ma che tra qualche settimana entrerà in pianta stabile nella rosa della prima squadra.
Un giusto premio Il tecnico Roberto Sesena aspetta con ansia il 20 luglio, giorno di partenza per il ritiro, e intanto si coccola i suoi gioielli: «Tuia e Faraoni andranno in ritiro con la prima squadra. Ma se per il primo si tratta del coronamento di un progetto societario, credo che per Davide questa convocazione arrivi più come un premio per la straordinaria stagione disputata, fatta di miglioramenti costanti». In effetti Faraoni è stata la più bella sorpresa stagionale biancoceleste. Classe ‘91, è stato uno dei punti fermi della retroguardia biancoceleste, nonostante giocasse sotto età.
Scommessa vinta Un po’ come avvenne con Tuia. «Alessandro è stato da sempre una mia scommessa — confessa Sesena —. Lo portai in Primavera a 15 anni, senza fargli mai disputare il campionato Allievi e lui non ha sofferto il salto di categoria.
Purtroppo nella passata stagione ha avuto questo brutto infortunio che l’ha frenato, impedendogli di compiere quell’ulteriore salto di qualità che gli avrebbe fatto conquistare maggiore consapevolezza».
Che coppia La Lazio sa di avere in casa talenti purissimi: Delio Rossi vuole studiare i due difensori in ritiro, Lotito intanto li ha bloccati mettendoli sotto contratto lo scorso inverno. Con loro, blindata anche la coppia d’oro dalla cintola in su, Mancini-Mendicino, entrambi diciottenni. «Nello scorso campionato il loro inserimento è stato stupefacente — continua il tecnico biancoceleste —. Dei loro mezzi non avevamo dubbi, c’era qualche perplessità semmai sull’impatto con la nuova categoria».
Qualità da vendere Impatto positivo, anche se nella parte finale della stagione il loro rendimento è vistosamente calato: «È vero, sul finire del torneo non sono riusciti a darci quel qualcosa in più come hanno fatto per gran parte del campionato. Mancini ha delle giocate incredibili, e nulla da invidiare ai grandi protagonisti di questa categoria. Mendicino in giornata sì è letale per ogni difesa: dribbling, velocità e senso del gol». Per inteso, puri talenti. La classica fusione di genio e sregolatezza. E proprio questo è forse il loro limite. «Da loro mi aspetto un salto di qualità mentale — ribatte Sesena —. La società gli ha dimostrato grande fiducia mettendoli sotto contratto: prima diventeranno uomini e prima potranno ambire ad essere giocatori importanti». Il campo sarà giudice.