Laziolimpica, Lotito orgoglioso e Rossi perplesso (Gazzetta dello sport)

STEFANO CIERI - Orgoglio e pregiudizio. Ovvero, il rapporto tra la Lazio e la ormai imminente Olimpiade di Pechino. Nella quale il club di Lotito sarà presente con ben tre giocatori: Tommaso Rocchi, Lorenzo De Silvestri e Aleksander Kolarov. L’orgoglio è quello, sbandierato dal presidente, di avere una rappresentanza così folta e qualificata nella regina delle manifestazioni sportive. Il pregiudizio è quello che cova nella mente di Delio Rossi (e non solo nella sua): sì, un’Olimpiade è sempre un’Olimpiade, ma non è che questi tre giocatori ne risentiranno per il resto della stagione?

Il danno Dubbi leciti. Argomenti dei quali si può tranquillamente parlare senza correre il rischio di essere accusati di vilipendio all’Olimpiade. Perché perdere un giocatore (figurarsi tre) per l’intero periodo della preparazione precampionato è indubbiamente un danno notevole per qualsiasi squadra. Lo è a livello atletico perché un conto è svolgere una normale preparazione precampionato, un altro è svolgerne una finalizzata ad un impegno ravvicinato e importante: si rischia poi di rimanere senza benzina durante il prosieguo della stagione. Ma lo è anche a livello tecnico-tattico, perché è durante l’estate che si pongono le basi per eventuali cambi di modulo, per testare nuovi schemi, per ripassare quelli vecchi.

I rimedi Un bel guaio, insomma. Soprattutto per un tecnico come Delio Rossi che basa la forza delle sue squadre proprio sulla grande organizzazione tattica e su una calibrata condizione atletica. Già, ma come ovviare a questo inconveniente visto che ormai il dado è tratto? Rocchi, De Silvestri e Kolarov saranno certamente all’Olimpiade, anche se le convocazioni degli azzurri devono ancora essere ufficialmente fatte dal c.t. Casiraghi. L’unico rimedio efficace sarebbe quello di spostare le date della stagione. Ma non è possibile. Un’accortezza potrebbe essere quella di evitare ai tre olimpici, una volta rientrati da Pechino, di essere gettati subito nella mischia. Meglio concedere loro qualche giorno di riposo e fargli poi effettuare una nuova mini-preparazione. Così facendo non li si avrebbe a disposizione fino a settembre inoltrato, ma in caso contrario si rischierebbe di averli a mezzo servizio per l’intera stagione.

Le controfigure Questo per il «dopo». E per il «durante»? Ossia, come farà Delio Rossi in ritiro a provare la nuova Lazio senza tre titolari? Servono altrettante controfigure. Che poi torneranno utili come alternative agli stessi nel corso della stagione. Non sarà proprio lo stesso, ma diversamente non si può fare. Ecco perché diventa fondamentale trovare queste controfigure subito sul mercato. Prima che, tra due settimane, la squadra biancoceleste si raduni per cominciare il ritiro precampionato. Il problema riguarda soprattutto la fascia destra, dove al momento non ci sono alternative a De Silvestri sia che si giochi sulla tradiziona- le difesa a quattro sia che si opti per una difesa a tre con l’esterno che avanza di qualche metro il proprio baricentro. Va un po’ meglio a sinistra, dove in caso di difesa a quattro c’è Radu (Zauri, invece, farà presto le valigie), mentre in caso di retroguardia a tre l’esterno simil-Kolarov può essere Manfredini. Meglio, dunque, completare il cast con due esterni veri prima che inizino le riprese.