Intervista a Zarate: “Lazio, possiamo diventare grandi” (Corriere dello Sport)

di Pietro Cabras

Mauro Zàrate, benvenuto nel campionato italiano, benvenuto alla Lazio.
«Grazie… ma per festeggiare aspettiamo che sia tutto definito».

Beh, ormai è fatta.
«Sono molto contento, mi auguro che si de­finiscano tutti i dettagli, però sono davvero soddisfatto».

Da quando ha capito che poteva diventa­re un giocatore biancoceleste?
«Concretamente, da una settimana. E so­prattutto da quando nei giorni scorsi mio fratello Sergio è partito per Roma per vede­re di trovare l’accordo».

Suo fratello non ebbe molta fortuna, ad Ancona.
«E’ vero, non è stato un grande passaggio della sua carriera. Ma comunque mi raccon­tava di come fosse bella la città, lo stadio. E quando si è presentata l’occasione di portar­mi in Italia, non ci sono stati dubbi».

C’era anche il Portsmouth, che la cerca­va. Ha dovuto scegliere?
«No. Anche perché non c’era scelta: io vole­vo l’Italia».

Si era capito che non sarebbe tornato a giocare in Qatar.
«E’ così. Diciamo che non è quello il mio cal­cio, è stato forse uno sbaglio andare laggiù. Ma ora finalmente sono arrivato in una grande squadra come la Lazio».

Conosce il calcio italiano?
«Lo conosco molto bene, direi. Ho seguito tutto, nell’ultimo anno. Italia, Spagna, In­ghilterra: è qui che si gioca il miglior calcio. E so bene che la Lazio ha una grande tradi­zione di giocatori argentini: tutti hanno det­to di essersi trovati molto bene. Non ho avu­to dubbi, in tal senso».

Ne ha conosciuto qualcuno in particolare?
«Ho parlato con Crespo, più di una volta. E poi con Lucas Castroman, con cui ho gioca­to a lungo nel Velez. Abbiamo chiacchiera­to dell’Italia, della Lazio. Ma ripeto, non ve­do l’ora di poter sbarcare per la pretempo­rada, il ritiro».

Arriverà a Roma con Carrizo?
«Sì, dovremmo partire insieme, attorno al 7 luglio. Del viaggio si sta occupando mio fra­tello che è a Roma».

Anche con il portiere ha già parlato di Lazio?
«No, non ancora. Ma abbiamo legato, abbia­mo diviso lo spogliatoio spesso in Nazionale, con lui mi trovo bene».

Come lo giudica?
«Dico che sarà un grandissimo rinforzo per la Lazio, perché è uno dei portieri migliori in assoluto».

A differenza sua, lei non ha avuto proble­mi di passaporto. Da dove ha origine il suo status di italiano?
«Da parte di mia madre, si chiama Catalina Riga. I suoi genitori sono partiti da Catanza­ro, in Calabria ho degli zii e un cugino. Nel­la mia famiglia sono tutti felici del mio tra­sferimento».

Mauro, conosce l’Italia?
«Ci sono stato una volta quando vi giocava mio fratello. Roma l’ho vista soltanto di sfug­gita. Verrà con me la mia fidanzata, e rimar­rà qualche giorno mio fratello Sergio, poi ar­riverà il resto della mia famiglia».

Lei ha fatto parte di una grande naziona­le under 20 argentina nel 2005: c’erano Te­vez e Aguero, tra gli altri.
«E’ vero, era un ottimo gruppo. E ho un buon rapporto con tutti loro, anche con Acosta, con Banega. E ovviamente con chi veniva con me dal Velez, Alejandro Cabral e Da­mian Escudero».

I tifosi della Lazio si sono subito tuffati su Internet per conoscerla meglio. Ma Zarate come descrive se stesso?
«Mi trovo a mio agio in qualsiasi parte del campo, basta che sia all’attacco. Mi posso muovere da centrale, mezza punta, esterno, non ho problemi».

La Lazio ha giocato un anno fa con il 4-3­1-2 e con il 4-3-3, ora è possibile un nuovo cambio di modulo. Lei come preferisce?
«Mi va bene tutto, non ho preferenze».

Che cosa promette ai tifosi della Lazio?
«Di aiutare la squadra ad arrivare in alto, più in alto possibile. Quante reti? No, non posso far promesse. Ma l’importante è di es­sere aiuto ai compagni, chiunque segni va bene comunque».

Si era parlato di Palacio alla Lazio, e lei al Boca Juniors.
«E’ vero, forse sarebbe stato così. Poi è ar­rivata la Lazio, e sono felice così».

(fonte: Corriere dello Sport.it)