Lotito-Cellino il caso Foggia crea tensione (Corriere dello Sport)
di Daniele Rindone
ROMA - Tensione. All’improvviso. Ma possono far pace. Tensione tra Lazio e Cagliari, tra gli amici Lotito e Cellino. Tema del contendere: il caso Foggia. Era stato previsto per ieri un colloquio chiarificatore tra i due, ma è slittato ad oggi (forse…). Cellino non è riuscito a mettersi in contatto con Lotito (non è la prima volta che capita, a quanto dice) e conta di sentirlo nelle prossime ore. Devono parlarsi, devono trovare un accordo che delinei il futuro di Pasquale Foggia.
L’ULTIMATUM - L’ha lanciato il presidente del Cagliari al presidente della Lazio. O si decide ad uscire allo scoperto oppure lui farà valere una delle opzioni di cui ha diritto. Il punto è questo: Lotito ha perso Behrami e vuole tenere Foggia, vuole riportarlo alla base (anche perché in caso di nuovo prestito e di rientro a Roma il prossimo anno, si ritroverebbe Foggia a scadenza di contratto nel 2010). L’intenzione è metterlo a disposizione di Rossi, a meno che non lo giri altrove per monetizzare in caso di offerta irrinunciabile: «C’è una questione economica di mezzo, cercheremo un accordo che soddisfi entrambe le parti» , queste furono le parole di Lotito domenica. In pratica il Cagliari deve ancora pagare la prima rata del prestito di quest’anno (ecco la questione economica in ballo). Cellino, da amico, s’era detto disponibile alla discussione e al rientro di Foggia a Roma (aveva accettato la richiesta di Lotito).
Poi il colpo di scena. Cellino ha accusato Lotito di ritardare il contatto e questo suo comportamento l’ha fatto andare su tutte le furie. Nel pomeriggio di ieri, intervistato dal sito noiaquilebiancocelesti.com, in un primo momento era stato chiaro: «Foggia resta a Cagliari. Ho tolto Lotito dall’imbarazzo di scegliere il da farsi ed ho deciso di sfruttare la clausola del rinnovo del prestito, la quale, da contratto, annulla automaticamente il diritto di riscatto» . Ha messo pressione a Lotito “minacciando” la rottura. Sembra solo pretattica, una forzatura frutto di uno scatto di nervi. La verità è che il presidente del Cagliari è rimasto in attesa. Ma alla condizione che Lotito oggi si faccia sentire per ridiscutere l’operazione.
I FATTI - Cellino, nonostante la sfuriata, è ancora disposto a trattare (vuole capire cosa gli spetta in caso di rientro di Foggia a Roma). Lui ha due opzioni. 1) Rinnovare il prestito oneroso alla stessa cifra di quello della scorsa stagione (sancito a 1,25 milioni di euro). 2) Riscattare Foggia a 4,5 milioni di euro e acquistarlo a titolo definitivo (facendo appunto valere il diritto di riscatto). C’è tempo fino a venerdì per trovare una sintonia. Il destino di Foggia non è ancora definito, la partita è aperta. Sempre che gli ultimi risvolti non abbiano compromesso l’amicizia dei due presidenti: «Io e Claudio siamo amici - aveva proseguito Cellino nella dura intervista - ma lui deve capire che gli amici vanno anche rispettati e lui in questo caso non l’ha fatto. E’ uno di quegli episodi che possono far finire in malo modo un’amicizia. Foggia resta a Cagliari perchè per noi è importante, poi nel calcio non si sa mai» . Quel «non si sa mai» è un’apertura che può scaturire in un nuovo accordo.
PETRACHI - Indiscrezioni continue sul fronte societario. Sembrava certo l’arrivo del diesse Turotti (ex Albinoleffe, ora vicino alla Cremonese). Con Lotito, però, mai dire mai. Ha effettuato le consultazioni per rintracciare l’uomo adatto al dopo-Sabatini (il diesse, che conferma l’addio al 30 giugno, viene dato a un passo dal Siena anche se potrebbe restare come consulente esterno). Turotti è stato il candidato numero uno, poi la frenata. Il presidente si è lanciato sulle tracce di Gianluca Petrachi, ex giocatore di Torino, Cremonese e Perugia. E’ stato diesse del Pisa quest’anno (la sua avventura è finita). La Lazio sta pensando a lui. Petrachi è stato calciatore del Perugia di Sabatini (che potrebbe averlo sponsorizzato).