Sindacalista De Sanctis, Art. 17 rende liberi (Ansa)
(dell’inviato Alessandro Castellani)
(ANSA) - BADEN (AUSTRIA), 5 GIU - Scende in campo il sindacalista azzurro, quel Morgan De Sanctis che oltre a fare il terzo portiere ricopre un altro ruolo importante in seno al gruppo alla ricerca del titolo europeo.
E’ stato chiamato quasi per caso, forse anche per i rifiuti di Abbiati e Sereni, ma non per questo e’ stata una convocazione sgradita. ”La notizia mi e’ giunta inattesa - ammette De Sanctis - anche perche’ nel Siviglia ho giocato poco e Donadoni mi aveva chiamato solo una volta, pero’ mi ha reso felice. Il calcio e’ questo e due anni fa (quando non figuro’ nella lista per Germania 2006, ndr) fui io a rimanerci male”.
De Sanctis, che fa parte del consiglio direttivo dell’Associazione calciatori, e’ qui per fare da ’supplente’ ed anche per difendere l’interesse dei compagni, non solo quelli della nazionale, ma un po’ di tutti. A suo modo ha gia’ fatto la storia: un anno fa e’ stato il primo calciatore italiano in assoluto ad avvalersi della facolta’ data dall’articolo 17 del regolamento Fifa, che gli ha permesso di lasciare l’Udinese, nonostante il contratto ‘in essere’ per trasferirsi a Siviglia (”dove c’e’ tutto per giocare e vivere bene, e sicuramente rifarei cio’ che ho fatto la scorsa estate”).
L’articolo in questione nasce da un compromesso tra Fifa, FIFPro (federazione calciatori professionisti) e Unione Europea in materia di libera circolazione dei lavoratori comunitari, e prevede la possibilita’ per un calciatore di recedere dal contratto dopo tre anni di militanza presso la stessa squadra, o dopo due se il soggetto in questione ha piu’ di 28 anni d’eta’. Il calciatore che se ne avvale ha pero’ l’obbligo di non andare in una squadra dello stesso campionato nei dodici mesi successivi (quindi Behrami, se davvero lascera’ la Lazio con questo sistema, per un anno non potra’ giocare in club italiani) e deve pagare un indennizzo calcolato sul lordo dell’ingaggio rimanente.
Cosi’, con De Sanctis, piu’ che di Euro 2008 a Casa Azzurri si finisce a parlare di diritti dei calciatori, perche’ le storie di mercato arrivano anche in Austria, e nel ritiro di Baden, quindi Morgan ha voglia di spiegare. ”Mi meraviglio quando sento la minacce di certi presidenti - dice rispondendo ad una specifica domanda su alcune considerazioni del presidente laziale Claudio Lotito -. Capisco che un dirigente faccia gli interessi della propria societa’, ma le regole sono chiare, e l’articolo 17 serve e far ragionare la gente, quindi ben venga. Io, ad esempio, dopo otto anni ad Udine avvertivo la necessita’ di cambiare, anche se l’Udinese aveva idee e valutazioni diverse al riguardo. Andarmene sfruttando questa possibilita’ data delle regole Fifa era l’unica soluzione possibile, e io l’ho utilizzata. Cosi’ dev’essere per tutti, perche’ l’articolo 17 non serve a guadagnare di piu’ ma per essere liberi: ci sono colleghi che, a volte, si ritrovano in autentiche soluzioni di non liberta’, e cio’ non puo’ essere”. Discorso difficile da confutare se visto dalla parte di chi va in campo, ma che non sara’ condiviso da molti presidenti. ”Invece serve anche a calmierare il mercato - dice ancora De Sanctis -: se il Barcellona chiede 40 milioni per Ronaldinho ma altri club sanno che con 10-15 milioni il brasiliano si svincola grazie
all’articolo 17, e’ chiaro che poi si deve trovare una soluzione di buon senso”.
La regola pero’ non garantisce un posto fisso in squadra, e infatti in Andalusia De Sanctis, a causa dell’ottimo Palop, ha fatto panchina: ”li’ si sta benissimo, pero’ vorrei giocare di piu’, quindi sto prendendo in considerazione l’idea di andare altrove, anche rimanendo all’estero. Ma voglio che tutto sia chiaro entro meta’ luglio”. Intanto c’e’ un Europeo possibilmente da vincere, e sarebbe bello riuscirci anche rimanendo in panchina.