Bianchi: Via senza aver potuto dire una parola (Dire)
Molti l’hanno sentito parlare solo alla sua presentazione ufficiale, quando a gennaio la Lazio lo acquistò in prestito dal Manchester City. Il giorno dopo essere stato ufficialmente ’scaricatò da Lotito, Rolando Bianchi si congeda, con molta amarezza ma anche con grande signorilità, dai tifosi biancocelesti, tornando a parlare a Nuova Spazio Radio nella trasmissione Noi Biancocelesti: «Qui alla Lazio mi chiamavano il ‘mutò- esordisce scherzando- mi avrebbe fatto piacere parlare ai tifosi, esprimendo le mie sensazioni in alcuni momenti. È stato un silenzio stampa difficile da digerire per tutti. Sarebbe stato importante poter rispondere alle critiche e far capire che avevamo bisogno del nostro pubblico. Secondo me il silenzio stampa ci ha penalizzato. Non ha permesso ai tifosi di sapere come stesse la squadra, di condividere con loro gioie e problemi. È stata una scelta della società e ci siamo dovuti adeguare». Poi Bianchi racconta la fine del suo rapporto con la Lazio: «Il mio mancato riscatto è stata una scelta della società. Ho aspettato fino all’ultimo la Lazio, perchè per me indossare la maglia numero nove biancoceleste è stato un onore e qualcosa di straordinario. A gennaio avevo scelto la Lazio per tanti motivi, ma soprattutto perchè avevo la possibilità di essere riscattato a giugno. Non mi è stata data alcuna spiegazione del mio mancato riscatto, perchè non ho sentito più nessuno dopo la fine del campionato. L’avevo intuito… Sono imbarazzato e dispiaciuto perchè ho sperato in una riconferma. Mi auguro che il mio sia solo un arrivederci e di poter vestire di nuovo questa maglia in futuro. Ora torno al City, ho tanto da dimostrare e spero di fare bene lì». Poi il bomber bergamasco parla anche di tridente, derby e altro: «Il tridente secondo me ha reso, ha fatto vedere cose importanti, L’intesa tra noi tre è cresciuta partita dopo partita. Eravamo complementari e c’integravamo bene perchè abbiamo caratteristiche diverse. Anche nel derby ha dato i suoi frutti. Giocarlo e vincerlo è stata un’emozione unica, tanto che quella notte mi sono addormentato alle sei del mattino. Ho giocato sei mesi con giocatori di grande spessore, con cui mi sono trovato benissimo. Non ho notato grandi problemi di spogliatoio. Potevamo fare sicuramente di più in campionato, non ci siamo riusciti e forse questo ha influito sul fatto che non sia rimasto… Raggiungere l’Europa sarebbe stato un riscatto importante per la Lazio. Per me la Lazio è una squadra di grandissimo potenziale, la squadra c’è ed è forte. Sono sicuro che farà grandissime cose e spero che possa tornare ai livelli che le competono, anche perchè ha un grande pubblico». Infine Bianchi si congeda con i tifosi, ringraziandoli del loro costante sostegno: «Ringrazio tutti i tifosi, perchè mi hanno fatto sentire importante. Mi hanno fatto vivere emozioni indimenticabili, che rimarranno sempre con me. Una parte del mio cuore sarà sempre biancoceleste».