Lazio, Lotito insiste per Pazzini (Leggo)

di Enrico Sarzanini

ROMA - Lotito prepara il colpo di mercato. Non sarà facile, perché la concorrenza è tanta ed i soldi sono pochi, ma il presidente biancoceleste vuole fare un regalo a Rossi. Per rilanciare la squadra, ma anche per cercare di ridare vigore ad una piazza negli ultimi mesi annichilita dai risultati.
I nomi in agenda sono tutti importanti. Per quanto riguarda il centrocampo gli obiettivi sono Riquelme e Aimar. Quest’ultimo, fantasista del Real Saragozza appena retrocesso in B, vuole lasciare la Liga. Comunitario, vale 10 milioni ma potrebbe arrivare con il prestito con diritto di riscatto. Stesso valore per Riquelme, centrocampista classe ‘78 del Boca Juniors. Dopo la parentesi al Villarreal, il fantasista vorrebbe rilanciarsi in Europa. Gli argentini, però, non faranno sconti e per portarlo in Italia Lotito dovrebbe fare un notevole sforzo economico.
In attacco tra le priorità c’è Cavani, anche se le richieste del Palermo e dello stesso giocatore, avrebbe fatto spostare il tiro su Miccoli che piace molto a Rossi. Il vero sogno nel cassetto del tecnico biancoceleste si chiama Pazzini, talentuoso attaccante della Fiorentina, che con l’arrivo di Gilardino nella prossima stagione troverà certamente poco spazio. Il cartellino dell’attaccante è valutato 11 milioni di euro e potrebbe arrivare in biancoceleste in comproprietà. Sempre in casa viola Lotito ha chiesto informazioni su Osvaldo, altro talentuoso attaccante argentino con passaporto italiano valutato 8 milioni di euro. “Congelato” Amoruso, si pensa nuovamente a Budan del Parma. Simone Inzaghi, dunque, di ritorno dal prestito all’Atalanta, appare destinato a vivere un altro anno lontano da Roma.
CRIBARI - Il brasiliano vuole rimanere alla Lazio. Questo è quanto ha fatto sapere il suo procuratore Davide Torchia. «Merita la conferma per l’attaccamento dimostrato alla maglia. Ora bisogna chiedere a Lotito se c’è amore reciproco. Chiederemo conferme, soprattutto in chiave futura ci aspettiamo un riconoscimento, ma non è un ultimatum. Non c’è contrapposizione con la società: lui vuole restare». (ass)