Ferguson: “Avrei potuto salvare Gascoigne” (AdnKronos)
«Avrei potuto salvare Gazza dalla situazione in cui si trova ora». Il tecnico del Manchester United, Sir Alex Ferguson, esprime il suo rammarico per le grave situazione in cui si trova l’ex stella dell’Inghilterra, Paul Gascoigne. Quello di Ferguson è un rammarico prima di tutto umano, dato che le condizioni di ‘Gazzà, da anni alle prese con la dipendenza dall’alcol e affetto da manie depressive, sono sempre più gravi, tanto che recentemente l’ex giocatore è stato nuovamente ricoverato in una clinica psichiatrica. Ma c’è anche quello prettamente calcistico, dato che Sir Alex considera Gascoigne «il miglior talento della sua generazione». Secondo Ferguson, uno dei problemi che hanno portato l’ex giocatore della nazionale inglese ad una vita piena di eccessi è stato quello di essersi trasferito a Londra troppo giovane. Al contrario, se nel 1987 si fosse concretizzato il passaggio al Manchester United, le cose sarebbero andate diversamente. Invece il 19enne Gascoigne passò dal Newcastle al Tottenham, per poi seguire altre strade che lo portarono anche in Serie A con la maglia della Lazio. «Al Manchester c’erano personaggi come Bobby Charlton, Bryan Robson e altri giocatori che gli avrebbero potuto impartire della disciplina -ha spiegato Ferguson in un’intervista a ‘Sky Sports’-. Paul era il miglior giocatore inglese della sua generazione. Giocava con il sorriso». «Tra i giocatori che avrei voluto prendere c’era sicuramente Alan Shearer -ha raccontato il tecnico dei ‘red devils’-, ma la delusione più grande è stata quella di non essere riuscito a prendere Paul Gascoigne. Quando giocammo contro il Newcastle nel 1987, loro erano in zona retrocessione, e il nostro centrocampo era composto da giocatori del calibro di Bryan Robson, Norman Whiteside e Remi Moses, ma Paul gli nascose la palla». «Ci parlai e, prima di andare in vacanza, mi disse ‘vada tranquillo Mr Ferguson, firmerò per il Manchester United -ha concluso Ferguson-. Ma poi Martin Edwards, all’epoca il nostro presidente, mi chiamò per dirmi che aveva firmato per il Tottenham, dato che gli avevano comprato una casa per i genitori. È stato un brutto errore, e anche Paul lo ammette».