Lazio, per ora c’è Tare (Il Messaggero)
di GABRIELE DE BARI
ROMA - In attesa di Acquafresca, Cavani, Pazzini, la Lazio riparte da Igli Tare. All’attaccante, 35 anni, in scadenza di contratto, è stato proposto un biennale e le parti sono vicine all’accordo e lo firmerà non appena otterrà il passaporto da comunitario, grazie alla moglie tedesca. La scelta di confermare l’albanese, dopo 3 stagioni in biancoceleste, è arrivata proprio dal presidente Claudio Lotito. Lo stagionato Tare si appresta quindi a prolungare la sua esperienza nella Lazio, anche se il rinnovo rappresenta una sorpresa in quanto la società ha più volte detto e ripetuto di voler puntare quasi esclusivamente sui giovani.
In quest’ottica stupisce anche la trattativa avviata con la Reggina, per l’acquisto di Nicola Amoruso, ormai prossimo ai 34 anni. In un primo momento la Lazio sembrava d’accordo sull’elevata richiesta economica del presidente reggino Foti: 3,2 milioni per l’intero cartellino, con 2 anni di ingaggio all’attaccante. Poi Lotito ha deciso di cambiare strategia proponendo l’acquisto del calciatore soltanto dietro contropartite tecniche. Uno degli elementi da inserire nell’operazione è Roberto Baronio che interessa, ma non accontenta, le pretese del club calabrese. Il presidente Foti, infatti, vorrebbe anche monetizzare la cessione della punta e questa novità ha notevolmente raffreddato il discorso fino al punto di renderlo molto complicato. A questo punto, infatti, appare alquanto improbabile che Amoruso (103 gol in serie A), possa indossare la maglia biancoceleste.
Con tutto il rispetto per Amoruso, che resta un ottimo attaccante, come dimostrano le cifre della longeva carriera, Delio Rossi sperava (e spera) in un attaccante più giovane e di grandi prospettive tecniche. L’allenatore aspetta sempre uno fra Pazzini, Cavani e Acquafresca. Tutte prime punte che devono ancora esplodere e dare il meglio delle loro potenzialità, nomi inseriti nella lista dei rinforzi presentata al ds Sabatini e sui quali la società dovrà lavorare. Tare è una scelta del presidente, per la panchina, ma non è certo sull’albanese che si costruisce il progetto. E neanche su Amoruso, ma solo per un fattore anagrafico che, comunque, ha sempre la sua importanza. L’eventuale ingaggio di un altro veterano non rientrerebbe in quella politica sbandierata dalla società e avallata da Rossi, di cercare rinforzi giovani e motivati attorno ai quali far ripartire il nuovo progetto.
Queste prime mosse di mercato evidenziano una certa confusione e la mancanza di volontà di assecondare fino in fondo le richieste del tecnico. Oltre a Carrizo, per costruire una formazione competitiva, servono altri 3 calciatori di spessore e di personalità: un difensore centrale, un centrocampista e un attaccante. Pedine che possono cambiare la potenzialità tecnica della squadra, da inserire subito senza problemi all’interno di uno scacchiere già collaudato e funzionale.
Intanto, si è aperto un derby per il difensore Domizzi del Napoli che piace sia alla Roma che alla Lazio. Il centrale è cresciuto nelle giovanili biancocelesti prima di affermarsi in altre società: quest’anno ha disputato un grande campionato. Il Napoli ha offerto 12 milioni per il cartellino di Ledesma che la Lazio ha dichiarato incedibile. La prossima settimana ci sarà l’incontro con il procuratore del centrocampista argentino, Vincenzo D’Ippolito, per ridiscutere il contratto.