Coraggio Delio: prima viene il gruppo (Il Messaggero)

di VINCENZO CERRACCHIO

ROMA - Acquisti di qualità. Li ha chiesti sabato Delio Rossi, li pretendono i tifosi biancocelesti: quelli che, a differenza di Lotito, credono che la squadra non vada costruita in base agli obiettivi raggiunti (altrimenti come la mettiamo con la Champions dello scorso anno…?) ma per raggiungere quelli falliti. «Dobbiamo crescere per gradi. O trovare un Paperon de’ Paperoni», ha ribadito il tecnico, che evidentemente ha già capito l’antifona: inutile sognare.
E allora? Il ragionamento del tecnico è che sarebbe meglio partire dal certo, piuttosto che tentare altre scommesse. Da Behrami e Mudingayi, per esempio: venendo loro incontro sul rinnovo del contratto. O risolvendo i prestiti, visto che Bianchi e Rozehnal (Radu lo diamo per scontato) hanno certo passaporti migliori di tante alternative finora proposte alla Lazio o timidamente sondate. Insomma fare di necessità virtù, senza illudere la gente.
In altri argomenti il tecnico non ha voluto (o potuto) addentrarsi. Per esempio sulla spaccatura dello spogliatoio nel corso della travagliata stagione: a tratti, una polveriera. Rossi sa di aver tollerato più del dovuto e i litigi di cui si vocifera hanno visto protagonisti i giocatori, quasi mai chiamavano in causa i suoi metodi o le sue scelte. Ma non è pensabile ripartire facendo finta di niente: oltre a sfoltire, anzi sradicare, una rosa troppo ampia, è necessario fare piazza pulita di chi ha creato più problemi, di chi ha rotto l’armonia, anche attraverso qualche cessione tecnicamente dolorosa. Inserendo giovani (qualche idea c’è qui a fianco) che portino aria nuova, possibilmente pura. Si parla tanto di leader in campo e nello spogliatoio, magari ripensando a grandi del recente passato, da Simeone a Peruzzi, ma la realtà è che è meglio non averne che doverne subìre la prevaricante personalità, quando non è associata al supremo bene del gruppo.
E’ vero che i risultati arrivano solo grazie ai grandi giocatori: meglio ribadirlo ogni giorno al presidente, che ha straparlato di Lazio che, così com’è, può giocarsela con tutti. Ma, andando per gradi, come dice Rossi, ai risultati preferiamo l’unità d’intenti. Uno spirito vero, che ha “segnato” certe Lazio del passato. Quelle che i tifosi hanno amato di più.