Rossi: “Risorse economiche limitate, nessuno deve illudersi” (Corriere della sera)
Prima le scuse ai tifosi. Poi la speranza di aprire un nuovo ciclo con la Lazio. Delio Rossi tira il bilancio di stagione e parla di prospettive. Anche se quest’ultimo discorso dipende dall’esito del colloquio che in settimana il tecnico avrà con il presidente Claudio Lotito. «Bisogna prendere atto che è finito un piccolo ciclo - ha esordito ieri Rossi a Formello - e bisogna ricominciarne uno nuovo. Quest’anno ci siamo giocati il bonus, il prossimo anno non ci aspetterà una clima facile. Tuttavia il fatto che esistano dei dissapori tra ambiente e società non deve essere per noi un alibi. Dovrò parlare con il presidente per gettare le basi per il futuro, il contratto è, una questione relativa, la cosa fondamentale è la fiducia nei miei confronti».
L’analisi di Delio Rossi riguardo alla stagione che si è appena conclusa e che è tutta da dimenticare, risulta essere dura e chiara. «Non siamo stati all’altezza, perciò mi sento di dover chiedere scusa ai tifosi laziali non tanto per i risultati, quanto per gli atteggiamenti ». Facile rivedere nel derby vinto l’unico punto esaltante della stagione, ma il tecnico laziale rimane realista. «La cosa peggiore rimane quella di essere andati sotto di quattro gol dopo mezzora a Torino contro la Juventus. Anche l’eliminazione in Coppa Italia è stata bruciante, ma contro l’Inter almeno ce la siamo giocata. Da salvare c’è il fatto che ci siamo confrontati con un certo tipo di realtà e ora abbiamo più esperienza, esistono tutti gli elementi per ripartire in un certo modo. Il derby di ritorno è stata una nota felice, ma quella partita è una cosa a sé stante, che esula da tutto. Piuttosto avrei voluto giocare la finale di Coppa Italia contro cugini. Nel giro di due anni abbiamo ottenuto la Champions League, andando al di sopra delle nostre possibilità. Inconsciamente, dopo aver ottenuto il traguardo prestigioso, pensi di aver già dimostrato qualcosa, di avere un bonus da spendere e allora regredisci. Quando devi giocare in Champions League, una partita contro il Siena ti sembra un allenamento».
Sul suo futuro. «L’allenatore deve essere un riferimento, ma io non trovo i giocatori sul mercato, fornisco solo delle indicazioni. La politica societaria ha delle esigenze economiche da rispettare, e questo è un limite, non posso certo acquistare i giocatori come fa l’Inter. Una soluzione sarebbe l’arrivo di un Paperon de’ Paperoni. Capisco i tifosi. Sette anni fa la Lazio vinceva lo scudetto, aveva i migliori campioni. Noi dobbiamo cercare di avvicinarci a quella squadra, ma non potremo mai ripeterci a quei livelli, non prendiamo in giro la gente». Sui malumori di spogliatoio. «Quando hai una rosa ampia e non arrivano i risultati, è normale registrare mugugni e insoddisfazioni, come quello di Mudingayi… Nello spogliatoio non esistono grandi spaccature anche perché non ho giocatori con questa grande personalità. Mauri vuole restare? Alle parole preferisco i comportamenti ».
Finale sulla vicenda che più lo ha toccato dal punto di vista personale: la squalifica per tre giornate inflittagli dalla Disciplinare. «La sentenza volevo impugnarla perché la ritengo ingiusta nei modi e nei termini. Sono altresì consapevole che non cambierebbe nulla, chi mi vuole bene me ne vorrà ancora di più. Comunque, mettiamo una parola fine a questa vicenda».