Rossi chiede scusa: “Ma ora si riparte” (Gazzetta dello sport)

Non lascia, pur avendo avuto l’opportunità di farlo. E raddoppia, nel senso che dichiara chiuso il suo primo ciclo alla Lazio e apre ufficialmente il secondo. Una nuova fase nella quale ci sarà posto solo «per chi considera la Lazio un punto di arrivo ». Lui, Delio Rossi, ha dimostrato cosa significhi questa enunciazione. Perché nei giorni scorsi ha lasciato cadere una proposta allettante (quella del Benfica) per onorare l’accordo con il club biancoceleste. E tutto ciò nonostante la sua posizione fosse in bilico al termine di una stagione che il tecnico non ha alcun pudore a definire deludente. «E di questo chiediamo scusa ai tifosi».
Bilancio negativo Un consuntivo deficitario illustrato ieri a Formello nel suo messaggio di fine anno. «La cosa peggiore è stato l’atteggiamento che abbiamo avuto. Penso soprattutto al primo tempo della gara di Torino con la Juve: lì abbiamo toccato il fondo. E’ in questo che abbiamo deluso. Poi, certo, anche i risultati non sono stati felici. Ma, alla fine, se analizziamo bene la situazione, ci accorgiamo che abbiamo fatto un girone di ritorno da zona Uefa. Senza la Champions avremmo probabilmente fatto lo stesso anche all’andata e alla fine ci ritroveremmo tra il 5˚ e l’8˚ posto che è il valore di questa squadra».
Le basi per il futuro Di questa tormentata stagione, dunque, non tutto è da buttare via. «No. E penso soprattutto alla maturazione di certi giovani, come De Silvestri e Kolarov. Più in generale credo che ci siano solide basi da cui ripartire. Voltiamo pagina, ma non ricominciamo da zero. La società sa ciò che voglio, ciò che ritengo necessario per aprire un nuovo ciclo. Spogliatoio spaccato? A me non risulta. E comunque ho chiesto la conferma anche di chi, come Mudingayi, si è lamentato». Conferma sì, ma qualche sassolino delle scarpe Rossi se lo toglie: «Mudingayi ha sempre giocato molto poco nelle squadre in cui è stato prima di venire alla Lazio. Mi sembra che adesso sia in Nazionale: credo debba essere più riconoscente».
Aspettando il contratto Nella Lazio di domani, però, ci sarà posto anche per il belga. E Rossi si augura che ci sia spazio anche per qualcun altro. «Se Sabatini confermasse le dimissioni sarebbe una grave perdita per la Lazio. Mi auguro ci ripensi, anche perché non possiamo fare a meno di un direttore sportivo». Lui, invece, sarà sicuramente al suo posto, ma senza rinnovo contrattuale. «Non ne abbiamo parlato, né io l’ho chiesto. Per me la fiducia non si misura attraverso un rinnovo contrattuale. Se il presidente ne vorrà discutere bene, altrimenti andrò avanti ugualmente».
Niente ricorso Un pensiero anche alla recente sentenza della Disciplinare nei suoi confronti. «Sì, non farò ricorso. Non perché abbia cambiato idea su una sentenza che continuo a ritenere iniqua, ma perché anche se lo facessi non cambierebbe nulla. E allora tanto vale metterci una pietra sopra».