Rossi: “Si è chiuso un ciclo, ora ripartiamo” (Dire)

Forse non ha mai parlato tanto in vita sua… Lo ha fatto per quasi un’ora e mezza Delio Rossi. Per fare un bilancio della stagione della Lazio ma anche guardare al futuro. Un futuro ancora insieme. Almeno così dovrebbe essere. Il contratto tra l’allenatore e la società biancoceleste scade nel giugno del prossimo anno e sembra proprio che il presidente Lotito abbia intenzione di andare avanti con Rossi. Anche se senza prolungamento. Almeno per ora. «Per me non è un problema essere in discussione- ha spiegato subito Rossi- Ci sono abituat. Io mi ci metto sempre in discussione, anche da solo, anche quando i risultati vengono. Non sono sceso da Marte, lo so che quando i risultati non arrivano il primo imputato è l’allenatore, sarei sciocco a pensare al contrario… Credo comunque che la fiducia nei mei confronti non sia mai mancata. Poi se il presidente mi vuole fare il contratto bene, altrimenti non è un problema». I suoi pensieri sono altri. Pensa agli errori di quest’anno Rossi, da cui vuole ripartire per provare a riportare la Lazio dove le compete. «La Coppa Uefa. Questo è il valore di questa squadra». Obiettivo lontanissimo a guardare la classifica finale di questo campionato… «Non abbiamo fatto una stagione all’altezza e di questo dobbiamo chiedere scusa ai nostri tifosi. Ancora più che per i risultati- ha aggiunto il tecnico- dobbiamo chiedere loro scusa per l’atteggiamento in certe partite. E adesso è giusto fare un pò di autocritica dopo una stagione del genere. Lo scorso campionato abbiamo fatto qualcosa di impensabile e i meriti sono stati di tutti, ora non c’è nessuno che può dire io non c’entro. Questo anche se magari qualcuno ha più colpe di altri, ma tutti siamo colpevoli». Il presidente Lotito ha individuato uno dei problemi principali nella poca compattezza dello spogliatoio. «In una rosa così ampia, quando non vengono i risultati è normale che ci siano dei dissapori. E i dissapori non aiutano a ritrovare i risultati. È un cane che si morde la coda. Le parole di Mudingayi? Nella Lazio ha giocato più che da ogni altra parte, ha fatto la Champions League e se adesso sta con la nazionale forse qualche grazie alla Lazio lo deve dire. A volte ci si dimentica da dove si è partiti. Se poi uno non accetta la competizione… Noi dobbiamo ritornare all’idea che la Lazio deve essere un punto di arrivo, altrimenti non se ne esce. Quindi a me non stanno bene le sue parole perchè non corrispondono a verità». Punto. E questo anche se Mudingayi (come Behrami), sono stati inseriti da Rossi nella lista «di quelli che vorrei restassero». Ma al progetto futuro torniamo dopo. Prima un altro piccolo salto nel passato. «Nei precedenti due anni la squadra ha fatto qualcosa al di sopra delle sue possibilità- ha detto ancora l’allenatore biancoceleste- Sapevo che questa stagione sarebbe stata difficile, anche per la mancanza di abitudine a giocare su certi palcoscenici. Per inseguire il passaggio del turno in Champions League stavamo perdendo capra e cavoli… Responsabilità mie? Con il senno di poi, magari avrei fatto altre scelte. Quantizzare le colpe però è difficile. E non è importante. Io mi sento responsabile, come ripeto lo siamo tutti. Diciamo che io personalmente quest’anno ho avuto la sensazione di non essere riuscito a dare un’anima a questa squadra». E adesso? «Adesso mettiamo un punto e ripartiamo. Quest’anno si è chiuso un ciclo, bisogna ricominciare e rifare le stesso cose fatte prime. Al centro di tutto ci deve essere che la Lazio è un punto di arrivo. Anche perchè l’anno prossimo sarà ancora peggio di questo: ci siamo giocati il bonus, ci sarà un clima non facile e per essere bravi bisognerà mettere da parte ogni aspetto personale. Ci vorrà un gruppo forte dentro e fuori dal campo, senza se e senza ma. Questo è il progetto». E i giocatori? «Io so che non posso avere Ronaldinho- ha concluso Rossi- ma mi sta bene. Per quelli che ci sono ho detto alla società quello che penso, per il resto sappiamo che non possiamo andare su certi calciatori, ma possiamo trovarne altri, giusti per riportare in alto la Lazio».