Abelairas, quel “puffo” che gioca alla Mutarelli (Gazzetta dello sport)

E poi come fai a farti amici quelli del River. Mettiamoci nei loro panni: hanno già visto l’eliminazione dalla Libertadores, stanno rischiando di perdere il torneo di Clausura, e ora la Lazio gli sfila da sotto il naso, oltre a Juan Pablo Carrizo, pure Matias Abelairas, in pratica le uniche due note positive della stagione. Certo, c’è di mezzo anche qui la questione passaporto: Abelairas arriverà a Roma solo se, come dicono gli agenti, si dimostrerà comunitario. Per il resto, però, la trattativa è stata già definita. «El pitu», così lo chiamano a Buenos Aires, abbreviazione di «pitufo», ovvero puffo. Sì, perché Abelairas, 23 anni il 18 giugno, è alto 170 cm e non ha proprio la stazza di un gigante. Ma in campo è un’altra storia, Simeone, per dire, se n’è accorto subito. Gennaio, primi giorni di lavoro del nuovo tecnico: a disposizione quelli che in teoria dovevano essere le riserve. Tra questi Abelairas, solo 22 presenze nelle quattro stagioni precedenti, che pochi giorni prima aveva rifiutato il trasferimento. E lì succede quello che non t’aspetti. «El Pitu», tutto mancino, aveva sempre giocato da esterno sinistro di centrocampo, pur non avendo il passo per quel ruolo. Così Simeone ha l’intuizione di schierarlo da interno, in coppia con Ahumada. Il tecnico ha cambiato diverse volte modulo: più volte ha puntato sul 4-2-3-1, e lì Abelairas era uno dei due mediani, in altre occasioni Simeone ha invece scelto il 4-3-1-2, dove Abelairas ha fatto il Mutarelli, tanto per paragonarlo a un giocatore che nella Lazio già c’è. Con il tempo «il puffo» è diventato una colonna del River. Uno di cui i tifosi non conoscevano neppure la voce, è lo stesso che ha tolto il posto allo strapagato Ponzio e che nel River di oggi, se c’è una punizione da tirare, guai a chi gliela tocca. Lo stesso «puffo» che Sergio Batista, c.t. dell’Under 23 dell’Argentina, sta pensando seriamente di portare a Pechino per l’Olimpiade.