Il piano di Rossi (Il Messaggero)

di GABRIELE DE BARI

ROMA - In attesa dell’incontro col presidente, per discutere sul contratto e sul programma, Delio Rossi, che domani dovrebbe tenere una conferenza-stampa, lavora già per la costruzione della nuova squadra. Soprattutto sono in ballo le conferme di un organico oltremodo numeroso e da sfoltire in vista di una stagione che non prevederà più la partecipazione alle coppe europee. Il malcontento di alcuni elementi, espresso anche in maniera pubblica e molto dura, non ha scalfito le convinzioni di Rossi che, prima di tutto, bada a conservare il valore della formazione che resta sempre al di sopra delle questioni personali. Questioni e problemi che, comunque, prima di ripartire, andranno chiariti e risolti per evitare ripercussioni di spogliatoio che hanno condizionato anche i risultati del campionato.
L’allenatore, nei giorni scorsi, ha presentato una lista al direttore sportivo dimissionario Sabatini dei calciatori che dovrebbero restare, per tenere alto il valore della squadra. Un elenco di 16-18 nomi sui quali andranno fatte tutte le valutazioni del caso prima di prendere le decisioni definitive. A conferma di quanto tenga soprattutto agli aspetti tecnici, Rossi ha inserito nella lista anche Mudingayi, protagonista di un duro sfogo nei suoi confronti. Nonostante il difficile rapporto e, forse certo di poterlo chiarire e ricucire, l’allenatore vorrebbe puntare ancora sul centrocampista belga. E, oltre a Mudingayi, ci sono anche i nomi di Behrami, Mutarelli e Zauri, tutti calciatori con i quali non esiste più feeling, ma soltanto un dialogo professionale e neanche molto buono.
Non è detto che questi calciatori, che hanno avuto problemi con Rossi, restino tutti in organico perché, viste le difficoltà, qualcuno potrebbe andar via, accettando offerte di altri club. O potrebbe essere la stessa società biancoceleste, per non correre rischi di nuove incomprensioni, a decidere di sostituirli. Ma su questo punto Rossi è stato categorico: ogni partenza dovrà essere rimpiazzata con calciatori all’altezza della situazione per non indebolire l’ossatura della nuova Lazio che dovrà affrontare la stagione del rilancio. Anche se, almeno per adesso, non si vede un progetto chiaro, articolato, concreto, ambizioso.
Il presidente Lotito, a proposito del futuro del tecnico ha ribadito. «Continuate a chiedermi di Rossi, ma lui ha un contratto fino al 2009, non ho mai detto che non sarà l’allenatore della Lazio. Non devo neanche confermarlo perché lui è il nostro tecnico. Ci siamo incontrati in settimana ma solo per dettagli tecnici, non per altro». Sull’incontro, però, nessuna conferma. Tra presidente e tecnico non c’è più la fiducia di un tempo e anche questo rappresenta un aspetto da definire: ripartire con Rossi accordandogli massima fiducia, dargli forza all’interno dello spogliatoio e garantirgli i calciatori che gli occorrono. Altrimenti sarà meglio cambiare. Sul problema dei riscatti onerosi, il tecnico ha lasciato ampia scelta alla società: lui sarebbe disposto a tenere anche Bianchi e Rozenhal ma tutto dipenderà dai costi in rapporto a quelli di eventuali alternative. L’importante è cominciare in fretta a costruire il futuro perché la Lazio è in netto ritardo.