Lazio, calma piatta. Troppa (Il Messaggero)

di Gabriele De Bari

ROMA (22 maggio) - Una società nel pallone. Un teatrino dell’assurdo che penalizza e mortifica il progetto atteso da tifosi e squadra per la stagione del rilancio. Non c’è chiarezza sul futuro dell’allenatore; manca una concreta programmazione tecnica; non ci sono le persone per rendere funzionale e operativa la struttura societaria; prolungato il silenzio stampa dei calciatori, mentre qualcuno si ribella e protesta apertamente contro il tecnico; preoccupa la smisurata ampiezza dell’organico in vista di un’annata senza le coppe europee. Una serie di problemi che bisognerebbe affrontare e risolvere in fretta per ridare fiducia e credibilità a tutto l’ambiente.
Delio Rossi continua a restare sulla graticola, in attesa di conoscere il suo destino, l’incontro con Lotito ancora non c’è stato e questo lascia indurre il tecnico a ritenersi confermato sulla panchina biancoceleste almeno fino al prossimo anno. Rossi aspetta conferme ufficiali e, prima di valutare alcune interessanti offerte ricevute, attende di conoscere le decisioni del presidente al quale ha presentato il suo piano di potenziamento. Il prolungamento del contratto doveva essere il primo atto verso la nuova stagione, la base su cui impostare un discorso ambizioso, invece si sta perdendo tempo, si sta facendo confusione alimentando voci incontrollate sui nomi di Giordano (in crescita), Ballardini, Beretta.
Il mercato della Lazio è al palo, quel poco (chiesto il difensore portoghese Da Costa alla Fiorentina) lo porta avanti da Walter Sabatini, il ds che ha pubblicamente annunciato che lascerà l’incarico il 30 giugno. Sabatini continua a operare nell’ombra, a tessere contatti con i procuratori che lo cercano. Anche in questa direzione manca chiarezza, si fanno nomi di improponibili sostituti quasi tutti riconducibili, per affinità e amicizia, al ds dimissionario. Ci sono contratti da sistemare, riscatti da affrontare, calciatori che la società rischia di perdere e con i quali si dovrà trattare per raggiungere un accordo in breve tempo.
E, soprattutto, c’è una rosa immensa, di 41 elementi, compresi quelli che rientreranno dai prestiti, da sfoltire in vista di una stagione senza Europa. In questi anni la società è stata più brava ad acquistare che a vendere, figuriamoci adesso che sarà costretta a mettere sul mercato una ventina di calciatori in esubero. Compresi quelli che hanno trovato il coraggio per manifestare il proprio malcontento chiamando in causa Delio Rossi, come Mudingayi.
Lo stesso Lotito, dopo la partita con il Napoli, ha parlato di pesanti problemi di spogliatoio. Allora cosa aspetta il presidente a prendere le necessarie iniziative per dare una sistemata alla situazione bollente? Alcuni calciatori, sapendo che l’allenatore è in discussione, si sentono autorizzati a ”sparargli” addosso alimentando il caos. Nell’incertezza e nella confusione che regna sul pianeta Lazio, il presidente ha però avuto il coraggio di prendere almeno una decisione: prolungare per i giocatori ormai in vacanza o in nazionale il silenzio stampa più grottesco del dopoguerra.