Rabbia Mudingayi: “Messo fuori da Rossi senza un perché” (Dire)

«Sono stato messo fuori senza un perchè». La rabbia e la delusione di Gaby Mudingayi, che da titolare fisso nel centrocampo della Lazio e poi scivolato ai margini della prima squadra. Senza una spiegazione, nè da Delio Rossi nè dalla società. «Io l’anno scorso ho fatto un buon campionato, in questo all’andata ho giocato e non credo di aver fatto male- ha ricordato Mudingayi a Radio Radio-. Poi sono stato messo fuori senza una spiegazione, nè l’allenatore nè la società mi hanno detto se avevo sbagliato qualcosa. E questa è l’unica cosa che mi ha dato fastidio». «Non chiedo il posto fisso- ha continuato- la maglia da titolare me la sono sempre guadagnata. Ora voglio solo un pò di chiarezza, soprattutto con la società. Con Delio Rossi infatti non c’è più rapporto. E come si fa a lavorare con un allenatore con cui non c’è rapporto? Prima l’allenatore parlava con me, avevamo un dialogo, mentre da quando sono arrivati certi giocatori con me ha proprio chiuso. Io continuavo a lavorare, pensando che fosse normale quello che accadeva e che avrei giocato ancora. Invece le cose sono andate sempre peggiorando». Si parla di un futuro altrove… «Non so chi è che dice queste cose. Ho letto di una lista nera di Delio Rossi con me dentro, non capisco bene. Dopo che mi hanno messo fuori senza spiegazioni ora non so niente. Ripeto, per me le cose sono cambiate da un momento all’altro e non so perchè. Non so niente, nessuno mi ha detto qualcosa, nè la società nè l’allenatore. Sono però sicuro di non avere meritato tutto questo, ho sempre dato il massimo in campo e nello spogliatoio sono uno tranquillo. Non ho mai pensato a fare qualcosa contro l’allenatore». Via dalla Lazio, per andare all’estero. Possibile? «Col mio procuratore non abbiamo mai parlato di questo. Dopo l’amichevole con la Nazionale andremo a parlare con la società per capire cosa fare, finora nessuno m’ha detto se devo andare via o restare. Sei mesi fa però ero intoccabile, ora vorrei solo rispetto, qualcuno che mi dicesse dove ho sbagliato. Di sicuro, però, non posso stare dove non sono apprezzato».