Il boato più grosso è per l’Inter (Leggo)

di Enrico Sarzanini

ROMA - La Lazio chiude vincendo 2-1 l’ultima gara contro il Napoli in un Olimpico praticamente deserto. Un tranquillo e caldo pomeriggio capitolino, rotto dai due boati dei pochi tifosi accorsi, attratti più dalla gara dell’Inter a Parma. Due sussulti che hanno rasserenato gli animi di una giornata vissuta con l’orecchio alla radiolina e con la reale possibilità che i cugini della Roma diventassero campiono d’Italia. E la tensione all’Olimpico si tagliava con il coltello tanto che, alla notizia del vantaggio della Roma a Catania, si sono potute udire le voci di alcuni tifosi che inveivano contro Lotito. Tensione spezzata dalla rete di Rocchi. Poi, nella ripresa, tutto è tornato alla normalità. Anche in campo le due squadre, dopo un primo tempo abbastanza noioso, si sono affrontate con maggiore sfrontatezza. A fare il resto ci ha pensato Ibrahimovic, le cui prodezze in quel di Parma, hanno mandato in visibilio i tifosi che, pur in pochi, hanno esultato come se i gol li avessero segnati Rocchi o Pandev.
E c’è stato tempo anche per festeggiare Firmani che, cinque mesi dopo, è tornato in campo e si è tolto anche la soddisfazione di segnare il gol del 2-0. Per lui la festa dei tifosi ma soprattutto dei compagni, che dopo il gol lo hanno letteralmente travolto. Di Domizzi la rete della bandiera del Napoli a circa dieci minuti dalla fine della partita. Il tecnico della Lazio Rossi, in tribuna per via delle tre giornate di squalifica inflitte dalla Disciplinare, è stato sostituito da Crialese.
L’Olimpcio vuote, infine, è un dato che deve far riflettere: ieri c’erano non più di 1.500 persone, contro i 14mila abbonati della Lazio (ieri gli unici autorizzati ad entrare dall’Osservatorio). Evidentemente gli appelli fatti nei giorni scorsi dalla Curva Nord e dal “Sodalizio” della Tevere sono stati raccolti. Un piccolo campanello d’allarme per il presidente biancoceleste che ora deve cercare di ricucire lo “strappo” con quella parte della tifoseria che in più di un’occasione ha manifestato tutto il suo scontento per l’attuale gestione. La rinascita della Lazio dovrà ripartire anche da questo. (ass)